Aversa

Aversa e l’agro ripiombano nell’emergenza rifiuti

 AVERSA. Rifiuti in strada: è tornata l’emergenza o in realtà non era mai stata superata?

Oggi si parla dello stato di agitazione degli operatori per il mancato pagamento degli emolumenti ma l’origine del problema dov’è e cosa soprattutto è nelle facoltà dei comuni per stemperarlo? Un problema, quello dei rifiuti, che, ormai, da quindici anni, a fasi alterne, genera angoscia e preoccupazione tra gli strati più sensibili della popolazione della provincia, producendo, di contro, in altre fasce della stessa, una pericolosa assuefazione alla convivenza con l’immondizia.

La domanda del comune cittadino, al riproporsi degli aspetti più evidenti ed allarmanti del fenomeno, è sempre la stessa: “Di chi è la colpa? A chi addebitare le responsabilità?” A volersi tenere congruamente distanti da logiche da tifosi di questo o quello schieramento e volendo risalire alla genesi del fenomeno non si può che ritenere l’intera classe politica responsabile di quanto stiamo vivendo.

La mancata programmazione di un ciclo integrato in ambito regionale, con una specifica attribuzione di competenze sul delicato tema ai comuni, ha visto ugualmente responsabili sia il centrosinistra che il centrodestra. Entrambi gli schieramenti nei ruoli di governo ed opposizione che hanno rispettivamente svolto, nel corso degli anni, a Palazzo Santa Lucia non hanno mai dato adeguata attenzione ad una problematica che, di contro, per le ricadute che ha sulla salubrità ambientale ha un’ importanza assoluta.

Quest’atteggiamento snobistico e, nei peggiori casi, di premeditata trascuratezza nei confronti del problema rifiuti, ha fatto sì che in tante realtà locali la raccolta differenziata sia all’anno zero o, comunque, non abbia raggiunto i livelli previsti prima dal decreto Ronchi e poi quelli imposti dallo stesso decreto Berlusconi. Neanche il paventato spauracchio dello scioglimento delle amministrazioni comunali ha fatto sì che si imprimesse la dovuta accelerazione per l’avvio della raccolta differenziata che, se da sola non rappresenta certo la risoluzione del problema rifiuti, certamente ne può ridurre l’incidenza.

Però nelle nostre terre realizzare isole di compostaggio e quant’altro possa consentire una moderna raccolta di rifiuti appare proibitivo a causa di motivi confessabili( mancanza di fondi, penuria di siti ecc.. ecc..) e, soprattutto, di altri motivi…questi ultimi decisamente inconfessabili. Ogni processo che va nel senso della risoluzione del problema subisce, infatti, dei rallentamenti che spesso non trovano un’ adeguata spiegazione. Ciascuna amministrazione comunale investita dalla piaga rifiuti, invece, dovrebbe ritenere che la stessa ormai è diventata la problematica per eccellenza, per cui un bilancio pertinente deve tenere conto di ciò ed attrezzarsi per fronteggiarla.

In maniera complementare e solo complementare,poi, vanno percorse le strade del finanziamento regionale e dei privati. Il tempo delle lentezze e dei sofismi è finito. Stavolta l’esasperazione sembra stia montando paurosamente e il nicchiare o lo strumentalizzare il fenomeno per motivi di parte questa volta non servirà a nessuno.

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