Orta di Atella

Alla scuola media ‘Stanzione’ si parla di legalità

 ORTA DI ATELLA. La scuola secondaria di primo grado “M. Stanzione” di Orta di Atella ha attivato in sede, nei giorni 22 e 24 febbraio, nella sua prerogativa di “scuola polo”, il progetto “Vivere nella strada” III annualità, …

… promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione e curato dall’Ufficio Scolastico Regionale della Campania. Il progetto rivolto ai fanciulli della scuola primaria e agli adolescenti della scuola secondaria di primo e secondo grado è finalizzato a “…formare il cittadino europeo e del mondo come piccolo produttore di atti quotidiani positivi, che cresce nella consapevolezza della realtà che lo circonda...”.

Nei due giorni di lavori, davanti a una platea attenta e partecipe di genitori, docenti e studenti, sono intervenuti l’esperto di infortunistica stradale geometra Antonio Borrata, la psicologa Rosanna Gianturco, l’architetto esperto do urbanistica stradale Maria Laurenza, il vice commissario Maria Rosa Mauro, il responsabile dell’ufficio Regionale scolastico Maria Grazia Guarino, l’esperta di legislazione stradale avvocato Rossella Di Caro, l’esperta di psicologia sociale Ornella Scognamiglio, il Dirigente della Polizia Municipale di Orta di Atella dottor Mario Biasiello, gli Ufficiali di Polizia dottor Salvatore Mozzillo, dottor Antonio Iovinella e dottor Salvatore Granata, i marescialli dei carabinieri Giovanni di Domenico e Claudio Corsetti. Filo conduttore di tutti gli interventi è la maturazione nelle nuove generazioni di un senso civico possibile solo attraverso un intervento corale di tutti gli attori che operano nel sociale.

 La dirigente scolastica della “Stanzione”, Arcangela Del Prete, nel suo discorso di presentazione dei lavori, ha ricordato quanto numerose siano le giovani vittime di incidenti stradali solo nel territorio di Orta di Atella e come questi tragici eventi, ad uno dei quali lei stessa è stata testimone, sono quasi sempre causati dall’inosservanza delle norme di sicurezza stradale, estendendo il discorso alla diffusa e radicata mancanza di rispetto per le più elementari regole di convivenza civile. La maturazione nelle coscienze dei giovani del rispetto spontaneo e consapevole delle regole, è l’autentica sfida che la scuola oggi deve fronteggiare, ma che non può vincere senza il supporto della famiglia e delle istituzioni. L’ambiente dove concretamente si sperimenta la compiutezza di questo percorso è proprio la strada; nella strada più che altrove abbiamo la possibilità mettere alla prova il nostro senso civico e cioè la qualità della nostra interazione con l’ambiente circostante e con i nostri simili. E’ un impegno lungo e difficile ma come educatori e come cittadini abbiamo il dovere di non rinunciare mai a crederci, e credere significa agire attraverso l’esempio. Per questo, il progetto “Vivere nella strada” non può considerarsi concluso con la consegna dei lavori, ma si perpetua nei comportamenti sociali positivi di tutti coloro che hanno veramente a cuore la sicurezza dei giovani e il progresso civile e morale della propria comunità.

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