Italia

Corrompevano centralinisti ospedale: arrestati titolari imprese funebri

 CASERTA.Settele ordinanze di custodia cautelare eseguite daicarabinieri delle compagnie di Santa Maria Capua Vetere e Caserta per corruzione nell’assegnazione di feretri ad imprese funebri, illecita concorrenza mediante violenza o minaccia e tentata estorsione.

Arrestati ititolari di imprese funebri locali. In carcere:Vincenzo Martino, 44 anni, di Casal di Principe, de “La Concordia”; Vincenzo Palazzo, 50 anni, di Grazzanise, della “Palazzo”; Gaetano Cerreto, 36 anni, di Marcianise, della “Cerreto”. AidomiciliariImmacolata Dorelli, 55 anni, della “Dorelli-Ferrara” di Santa Maria Cv.

Questi, secondo l’accusa,si accaparravano i funerali attraverso regali e bustarelle concesse a due centralinisti dell’ospedale “Melorio” di Santa Maria Capua Vetere, Raffaele Santillo, 64 anni, di Santa Maria Cv,e Antonio Monaco, 44 anni, di Curti, entrambi finiti agli arresti domiciliari, assiemea Maurizio Merone, 44 anni, di Santa Maria Cv, dipendente dell’impresa funebre “Vecchione”, per la cui titolare, Matilde Vecchione, è stato invece applicatol’obbligo di dimora.

Sequestrati anche beni aziendali e sedi operativedelle imprese funebri coinvolte.

Raffaele Santillo Antonio Monaco

Raffaele Santillo

Antonio Monaco

L’operazione, denominata “Requiem”, costituisce il prosieguo della precedente operazione “Thanatos” che il 26 gennaio scorso aveva portato a 22 arresti quando fu sgominata un’organizzazione dedita al completo condizionamento del libero mercato nell’ambito delle onoranze funebri. Dalle indagini è emerso che i due operatori al centralino dell’ospedale, Santillo e Monaco, si impegnavano per “privilegiare”, in cambio di regali e bustarelle, l’assegnazione delle salme giacenti prevalentemente a due imprese funebri della città, “La Concordia” e “Dorelli-Ferrara”.

Due degli indagati, Vincenzo Palazzo e Vincenzo Martino, tra l’altro sono ritenuti contigui al clan dei casalesi, anche se finora non sono emersi elementi di natura associativa. Gli inquirenti hanno però accertato che Palazzo e Martino perseguivano il disegno di costituire un unico consorzio societario in grado di acquisire il monopolio nel settore delle ordinanze funebri a Santa Maria Capua Vetere, esercitando pensati pressioni, poi sofciate in minacce, nei confronti della titolare dell’impresa funebre Matilde Vecchione, la quale, a sua volta, è accusata di corruzione. Per quanto riguarda Gaetano Cerreto, la misura dei domiciliari è stata disposta in quanto accusato di aver spalleggiato Palazzo e Martino nell’opera di “persuasione” ai danni della Vecchione.

Gaetano Cerreto Vincenzo Martino Immacolata Dorelli

Gaetano Cerreto

Vincenzo Martino

Immacolata Dorelli

Maurizio Merone

Vincenzo Palazzo

Maurizio Merone

Vincenzo Palazzo

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