Sparanise - Pignataro Maggiore - Francolise - Calvi Risorta

600 studenti al concerto del prete cantautore Giosy Cento

Giosy CentoSPARANISE. Saranno seicento, o forse di più, i ragazzi delle scuole medie e superiori che il 16 aprile prossimo, riempiranno il teatro “Padre Semeria” di Sparanise, per il concerto di Giosy Cento, il prete cantautore.

Al concerto organizzato dal “Galilei”, infatti, parteciperanno anche alunni delle scuole di Calvi, Francolise, Pignataro, Teano e Sessa Aurunca. Tutti attratti da don Giosy, il parroco cantautore di Grotte di Castro (VT). Alcuni per la curiosità di ascoltare il concerto di un prete, tutti gli altri perché don Giosy lo hanno già ascoltato in uno dei suoi tanti concerti che tiene in giro per l’ Italia. Verrà da un tour in Albania e dopo il concerto, sarà diretto a Napoli dove lo aspetta un altro concerto. I suoi testi, particolarmente adatti ai giovani, affrontano tematiche sociali che vanno dal problema della droga, alla solitudine, dall’amore, alla ricerca di Dio. Canterà le sue canzoni ed intratterrà i presenti con i suoi bellissimi video. L’ultimo dei suoi 45 album e delle sue 700 canzoni lo ha dedicato a don Tonino Bello, il vescovo santo di Molfetta che si è distinto per la sua umiltà e bontà.

Un patrimonio discografico immenso con album come “Una vita firmata”, “Io sono un nomade”, “Giovane amico” e “Dio di frontiera” che sono rimasti nel cuore di migliaia di giovani. Trentatrè anni di canzoni da “Una luce tra le mani” del 1977 ad Un patner come Dio” di oggi. Canzoni come “Viaggio nella vita”, “Samuel”, “la rete”, “Come un soffio di vento”, sono diventate di culto non solo tra i giovani. Scrisse la sua prima canzone “Emmaus” 35 anni fa, ad essa sono seguiti un centinaio di dischi, musicassette e CD incisi per le edizioni Paoline.

Ormai Giosy Cento è diventato un capofila nel suo genere. Abbiamo visto i suoi video su You Tube: alcuni sono davvero belli come “Uomo Dio Gesù” e “Un soffio di vento”: delle poesie in musica: quella poesia e quella musica sincera che manca ai giovani di oggi. “Mi piace sentirmi chiamare “Il prete che canta”, ha scritto don Giosy, soprattutto prete per tutti coloro che non hanno più bisogno di un uomo che parla o canta. Prete per chi, in fondo, cerca risposte eterne, all’eterno interrogarsi del cammino umano. Ora mi stancano i viaggi, ma non il cantare, non gli occhi limpidi dei ragazzi, non i loro silenzi e i loro entusiasmi. Dietro i sabato sera, dietro fumo, alcool, aids, sesso e moda ci sono giovani veri in ricerca”.

Sentire il concerto di un prete per gli studenti sarà un’esperienza interessante. Si può essere infatti increduli di fronte ad un prete che canta musica pop, ma un concerto di Don Giosy è un’esperienza che i giovani non dimenticano facilmente. inviato da Paolo Mesolella

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