San Nicola la Strada - San Marco Evangelista

Le ex “Casermette” sono ancora abitate?

L'area delle SAN NICOLA LA STRADA. Dal dicembre del 1945 le casermette di viale Carlo III, a un tiro di schioppo dalla Reggia vanvitelliana di Caserta, accolsero, tra gli altri, William Jefferson Blythe: il papà del futuro presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, assegnato in Italia, durante la Seconda guerra mondiale, dopo essere stato in Egitto.

Ora dovrebbero accogliere, molto probabilmente, gli immigrati clandestini dei Cie, i Centri di identificazione e di espulsione voluti dal Governo Berlusconi e distribuiti sul territorio nazionale seguendo una sorta di modalità perequativa per regioni. Qualche mese fa, il sopralluogo dei funzionari del Ministero dell’Interno nell’area militare abbandonata da decenni, detta anche “la Polveriera”, che sebbene ricada nel territorio di Caserta, si trova a ridosso del popoloso Comune di San Nicola la Strada e del galoppatoio del vialone borbonico.

Scegliere l’area delle ex casermette è la scelta più infelice che il Governo potesse fare. Si tratterebbe di una scelta illogica e giuridicamente non conforme alla normativa per la tutela paesistica del ’97, in forza della quale in quell’area non si può toccare assolutamente nulla: non è possibile edificare, tantomeno apportare modifiche. Inoltre, solo l’attività di bonifica costerebbe oltre un milione di euro.

L'area delle Infatti, le ex casermette sono tutte piene di amianto e non potrebbero essere abitate se non fossero prima bonificate. Questa era la nostra convinzione, almeno sino a quando ci è giunta una e-mail da parte del signor Vincenzo (omettiamo il cognome): “Mi risulta che le casermette non sono tutte disabitate. Tempo addietro mi recai lì con un amico per fare delle foto al Mulino Palomba (che si trova a ridosso dell’area, ndr.). Notammo che tra le casette abbandonate ce n’erano tre o quattro ristrutturate, con macchine parcheggiate fuori e panni stesi al sole. Dopo cinque minuti che eravamo lì, vennero gli abitanti delle case, che minacciarono di andarcene e fummo cacciati in malo modo. Credo in cuor mio che ciò non sia giusto”.

Sarebbe il caso che le forze dell’ordine ed anche l’Esercito (proprietario dell’area) facessero un sopralluogo. Non vorremmo che si fosse accampata qualche tribù di….. pellerossa.

foto dal Corrieredisannicola.it

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