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Violenza sulle donne, convegno nella Biblioteca di Marcianise

Un momento del convegnoMARCIANISE. Domenica 1 marzo, nella Biblioteca Comunale di Marcianise, l’Associazione Noi Voci di Donne guidata da Pina Farina ha affrontato il tema della “Violenza sulle donne”.

E’ stato il primo, dei tanti temi che si discuteranno, in molti comuni di Terra di Lavoro, con il Patrocinio della Provincia di Caserta. Quello della violenza è tema molto discusso e all’ordine del giorno a causa dei ripetuti episodi degli ultimi giorni.

Pina Farina “La violenza sulle donne è diffusa in qualsiasi contesto sociale, senza distinzioni di tipo economico, culturale, razziale o territoriale. – afferma Pina Farina (nella foto a destra), presidente di Noi Voci di donne – La maggioranza delle violenze avviene in un contesto domestico, ed è prevalentemente commessa da familiari, compagni, ex partner, amici e persone conosciute dalla donna, ma c’è un’altro fenomeno, di violenza molto più spaventoso e diffuso nel nostro paese che è quello della tratta”.

Ad intervenire al dibattito Maria Stella Eisenberg, delegata dalla commissione pari opportunità della provincia di Caserta e del telefono rosa, illustrando dei dati certi e angoscianti. “In Italia – ha detto Eisenberg – ogni quattro giorni, una donna muore a causa di violenza che si consuma tra le mura domestiche, il 93% delle donne, non denuncia per vergogna, perchè si autocolpevolizza, perché ha sfiducia nelle istituzioni”.

Emilia Narciso, presidente Comitato Unicef Caserta, con un breve intervento, ha messo in evidenza un altro aspetti della violenza, affermando: “La violenza sulle donne è sempre esistita e sta diventando una piaga per il nostro paese, le donne , le associazioni devono essere più presenti perché insieme possiamo dare un grosso contributo per fermare la violenza e ottenere giustizia e uguaglianza. Il nostro territorio pagherà un prezzo altissimo per la nostra disattenzione a tale problema”.

Suor Rita Giaretta di “Casa Rut”, centro di accoglienza per donne vittime di tratta, che prima dell’intervento ha preferito proiettare un video proprio sul commercio della tratta, ha aggiunto: “La tratta è molto meno sentita, rispetto alla violenza che si consuma tra le mura domestiche, perché quando parliamo di tratta, entra in gioco la clandestinità di queste donne, molto spesso ragazze minorenni, e quindi è molto semplice far perdere le loro tracci, o come spesso succede spariscono nel nulla. La grande sfida culturale ed educativa dovrebbe partire proprio dal nostro paese, perché sono i nostri uomini ad effettuare le richiesta. Laddove non ci sia richiesta l’offerta cadrebbe”.

La dottoressa Giovanna Capone ha concluso: “Il tema della violenza è molto sentito, ma non da adesso, da sempre. I nostri consultori offrono la piena assistenza a tutti i cittadini, e molto spesso offrono il benessere psicologico alla donna, ma non solo, siamo molto attenti ai bisogni dei giovani e dei bambini. La nostra struttura Sanitaria è molto attiva anche nelle scuole, per parlare con i giovani del problema della droga dell’alcolismo del bullismo della prevenzione. Il bullismo aldilà del colore rosa o celeste che sia, rappresenta la prepotenza spesso frutto di educazione, e in certi casi l’intervento andrebbe fatto alla famiglia. Oggi è importante andare alla riscoperta dei valori, quei valori morali persi da un tempo”.

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