Cesa

Minacciò giornalista: due anni ad un parcheggiatore abusivo

 CESA. Bloccò una giornalista nell’auto minacciando di tagliare le gomme della sua auto se non pagava il parcheggio.

Per questa ragione un parcheggiatore abusivo, Salvatore Stabile, 60 anni, originario di Cesa, fu arrestato lo scorso aprile per tentata estorsione. Dopo un periodo trascorso ai domiciliari, lo stesso ha riacquistato la libertà e l’altra mattina è stato processato dinanzi al giudice monocratico di Aversa.

L’uomo, difeso dal penalista Enzo Guida, alla fine è stato condannato a 2 anni di reclusione. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna pesante, ossia 4 anni di carcere. Stabile, sin dall’arresto, aveva spiegato ai giudici che non aveva bloccato la giornalista nell’auto ma aveva solo minacciato la donna del taglio delle ruote.

La vicenda si svolse nelle immediate vicinanze della caserma dei carabinieri di Aversa. La donna parcheggiò l’autovettura e Stabile, che stazionava da quelle parti, chiese il pagamento di una somma per poter effettuare il parcheggio. La donna rifiutò il pagamento e ci fu quindi la reazione dell’abusivo. Secondo il racconto della giornalista, dapprima Stabile avrebbe impedito alla stessa di scendere dall’auto. Per cui la professionista sarebbe stata costretta a scendere dal lato opposto. Guadagnata la via di fuga, Stabile avrebbe minacciato il taglio delle gomme poiché non aveva voluto pagare il parcheggio. Da qui la denuncia e l’arresto dell’uomo da parte dei carabinieri, avvertiti dalla donna.

La difesa dell’imputato ha cercato di contestare la ricostruzione dei fatti così come narrati dalla giornalista, sebbene sul posto, al momento dei fatti, non vi erano testimoni presenti, chiedendo al tribunale di escludere la ipotesi della tentata estorsione, per ricondurre l’azione nell’ambito del reato di minacce o violenza privata. La difesa ha anche contestato il trattamento sanzionatorio richiesto dal pubblico ministero, sebbene l’uomo fosse gravato da molteplici precedenti penali, tra cui anche una ipotesi di estorsione.

Alla fine, il tribunale ha accolto solo in parte le richieste difensive, applicando una pena più mite rispetto a quella chiesta dal Pubblico Ministero, riconoscendo l’attenuante del danno di lieve entità.

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