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8 febbraio 1865, Gregor Mendel presenta la sua genetica

Gregor Johann MendelAccadde Oggi. Mai sentito parlare di piselli gialli e piselli verdi? Impossibile non avere mai sentito nulla di simile. La colpa, tutta del monaco agostiniano e biologo Gregor Johann Mendel, nato in Cecoslovacchia nel 1822.

A 21 anni studia nell’abbazia di Brno. Studia molto, è capace, ma prima di diventare professore deve subire una serie lunghissima di bocciature. Nel 1853 è finalmente professore di fisica, matematica e biologia. Si dedica agli studi sulla meteorologia, sull’orto, le piante, entra nell’intimo degli studi sull’eredita, partendo proprio dal suo orticello. In sette anni effettua esperimenti su circa 28mila piante di piselli ed elabora le sue famose leggi sull’ereditarietà. Leggi che vedono principi matematici (statistica e calcolo delle probabilità), applicate all’ereditarietà. Sarà una strada vincente, poi confermata dalla genetica stessa. Per Mendel l’ereditarietà è un fattore che arriva dai genitori. Prese due tipi di piante di piselli, quelle ritenute a linea pura, in pratica rimaste costanti dopo svariate generazioni. Cominciò ad incrociarle per caratteri totalmente diversi, ad esempio metteva insieme piante a fiori rosi con piante a fiori gialli. Vide che in prima generazione si manifestava solo uno dei caratteri (un carattere era dominante sul secondo). Incrociando le piante di questa prima generazione notò che ricomparivano alcuni caratteri persi in prima generazione, da qui fu un succedersi di esperimenti e di scoperte successive. Nascono le tre leggi, quella della dominanza, la seconda delle disgiunzione, la terza dell’indipendenza dei caratteri. La prima vede la luce l’8 febbraio del 1865. Una seconda “guerra” di Mendel fu quella contro le tasse austriache, imposte in modo pesante ai monasteri, non volle mai pagarle e per questo fu relegato in un angolo di silenzio, anche le sue “zuppe” di piselli ben presto fecero dimenticare il Mendel antiasburgico e lasceranno nella storia un posto importante per la genialità di questo abate.

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