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20 novembre 1969, reso noto al mondo il massacro di My Lai

il massacro di My LaiAccadde Oggi. La stampa ha più volte, nei paesi liberi ed anche in quelli poco liberi, avuto un peso determinante nella storia della verità.

E’ il 20 novembre del 1969 e il Cleveland Plain Dealer pubblica una serie di foto agghiaccianti, sono quelle del massacro che i soldati americani avevano perpetuato a My Lai (Vietnam). Il 16 marzo del 1968, in pratica più di un anno e mezzo prima, gli uomini in forza alla famigerata Compagnia Charlie, dell’11° Brigata di Fanteria Leggera, al comando del tenente William Calley, perpetuarono uno degli atti di infamia più scuri della storia americana. Ben 347 civili, in maggior parte vecchi, donne e bambini, tra cui anche qualche neonato, furono torturati, stuprati ed uccisi in una frazione del villaggio di Song My, estrema provincia di Quang Ngai a circa 900 chilometri di distanza da Saigon. Il tutto pare fosse stato scatenato da una rappresaglia per un precedente scontro a fuoco tra Viet Cong ed americani. L’equipaggio di un elicottero americano di supporto dovette addirittura atterrare e i due uomini a bordo, Lawrance Colburn e Glenn Andreotta, annichiliti da tanta ferocia, si posero a difesa dei pochi superstiti vietnamiti, salvando loro la vita (11 persone in tutto), questi soldati furono premiati tre anni dopo con la Soldiers Medal. Incaricato di investigare sul caso fu un giovanissimo Maggiore dell’Esercito, Colin Powell, l’opera di Powell fu quella che gli americani chiamarono di “washing”, cioè di ripulitura dei fatti. Furono invece le foto del Cleveland a scatenare l’opinione pubblica, il 17 marzo del 1970 l’Esercito americano accusò 14 ufficiali per occultamento di informazioni collegate al massacro. Il Tenente William Calley fu dichiarato colpevole di omicidio premeditato, condannato all’ergastolo, ma dopo solo due giorni di carcere, il presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, ne ordinò il rilasciò, scontò tre anni e mezzo di arresti domiciliari e fu in seguito dichiarato libero, oggi fa il gioielliere a Columbus in Georgia.

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