Caserta

La Russa incontra nella reggia i 500 parà della Folgore

Ignazio La RussaCASERTA. Il colpo d’occhio che si è avuto ieri mattina nel piazzale delle Bandiere della Scuola Sottufficiali dell’Aeronautica Militare, di stanza nella splendida cornice della Reggia vanvitelliana, è stato a dir poco stupefacente.

500 baschi amaranto della prestigiosa Brigata Paracadutisti della Folgore erano lì in attesa del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha voluto lasciare la sede del Ministero per ringraziarli personalmente e per ribadire che lo Stato nella lotta alla camorra c’è, è presente e per vincere questa sanguinosa guerra non esita a schierare sul terreno le sue forze migliori.

“Grazie ragazzi. – è stata la prima cosa che il ministro ha detto rivolto ai 500 parà del 186° Reggimento Paracadutisti della Folgore, comandato da pochi appena dal Colonnello Aldo Zizzo – Grazie, perché tutte le volte che siete stati chiamati avete dato lustro al vostro reparto ed all’Italia. Voi paracadutisti della Folgore siete i degni rappresentanti del Paese, so che adempierete al vostro lavoro senza prosopopea, ma con grande professionalità”. Prima dell’arrivo del ministro, che era accompagnato nella visita dal Generale Camporini, Capo di Stato Maggiore della Difesa, dal Generale Valotto, Capo del C.O.I. che sovrintende a tutte le missioni italiane all’estero ed in Patria, dal Generale Francesco Tarricone, capo del 2° Comando delle Forze di Difesa (F.O.D.), sotto la cui responsabilità rientra l’operazione “Strade Sicure”. Fra l’altro il generale Tarricone si è insediato a capo del 2° FOD solo alcune ore prima, quindi questa di ieri mattina ha rappresentato il primo vero banco di prova. Alla cerimonia, semplice ma di grande impatto, con i parà che gridavano, ad ogni present’arm “Folgore” che riecheggiava nel piazzale e cantavano “Sui monti e sul mar” e i corrispondenti delle numerose testate televisive e della carta stampata chiedevano “Stanno cantando l’inno della Folgore ?”.

 Era presente la Cnn, le agenzie di stampa internazionale oltre a tutte le tivù dell’intera Campania. Insomma, uno schieramento sul tipo della prima Guerra del Golfo. Ma in fondo quella che le Forze dell’Ordine, in concorso ora con i militari italiani (i 500 parà rientrano nei 3.000 complessivi messi in campo dal Governo per l’operazione “Strade sicure”), è una guerra, non tradizionale, ma che lo Stato Italiano vuole vincere a tutti i costi.

Nel corso della successiva conferenza stampa, La Russa, rispondendo al fuoco di fila delle domande dei giornalisti, ha sottolineato che l’impiego dell’Esercito non rappresenta alcuna forma di militarizzazione del territorio, che l’impiego dell’Esercito si è reso necessario solo per una mancanza di uomini delle Forze dell’Ordine (La Russa ha portato l’esempio dei Carabinieri dove mancano 7.000 uomini). Prima della conferenza stampa, il Colonnello Luigi Vinaccia, capo di stato Maggiore del 2° Fod di San Giorgio a Cremano, ha tenuto un breve briefing con i giornalisti illustrando i numeri dell’operazione Strade Sicure (ad esempio, i 3.000 uomini impiegati sono 935 del 1° Fod, e 2054 del 2° Fod, che ad agosto sono stati controllate 15.000 persone ed autoveicoli, mentre a settembre sono stati 19.000 i cittadini controllati, che nelle pattuglie sono impiegati 6 militari e 2 appartenenti alle forze dell’ordine).

Il Comandante del 186° Reggimento, Colonnello Zizzo, ha, invece, parlato dei suoi parà. 450 sono gli operativi e 50 del Reparto Comando e Supporto Logistico, 118 sono i veicoli VM, 5 i defender AR9, 7 gli ACTL (camion) ed un’ambulanza. Al termine del briefing, il Colonnello ha donato al Ministro il crest del Reggimento e La Russa nel ringraziarlo gli ha confidato “sono un paracadutista mancato”, facendo trasparire, così, tutta la sua simpatia per i parà della Folgore.

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