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Castellammare, rifiuti speciali abbandonati negli uffici comunali

batterie esauste presso gli uffici comunaliCASTELLAMMARE DI STABIA (Napoli). “Rifiuti speciali abbandonati negli uffici comunali di Palazzo Di Nola” è la denuncia che è piovuta, con tanto di foto allegate, sul sito internet del Circolo della Libertà di Castellammare di Stabia, nell’ambito del portale Sos Cittadino.

“Ci sono state recapitate – spiega Antonio Sicignano, vicepresidente regionale dei Circoli della Libertà della Campania – alcune foto ritraenti numerose batterie elettriche abbandonate per terra in un locale al piano terra di Palazzo Di Nola, alla via Raiola 44. Pertanto, guardando le foto ed in considerazione della tanta polvere e terriccio presente, sembra che tali batterie si trovino in tale luogo da un bel pò di tempo. Chiediamo quindi – continua Sicignano – che le Autorità di accertino, quanto prima, la veridicità di tale segnalazione, che se confermata rappresenta un fatto preoccupante, atteso che mette in serio pericolo la credibilità dell’intera amministrazione comunale sul tema dei rifiuti”.

Problema mai risolto quello dello smaltimento delle batterie elettriche, le quali, secondo le ultime normative, non solo costituiscono rifiuti speciali, ma anche rifiuti smaltibili solo ad opera di enti autorizzati. “Le batterie elettriche – aggiunge Sicignano – sono tra i rifiuti più pericolosi che ci sono, in quanto contengono piombo ed acido solforico. Ed infatti, proprio il piombo rappresenta uno dei più potenti agenti inquinanti che è in circolazione, perché si accumula negli esseri viventi e lungo tutta la catena alimentare. Basti pensare che, secondo la relazione sul sistema di allerta comunitario del ministero della Salute, nel 2007 ci sono state segnalazioni per la presenza di piombo in molti alimenti, tra cui le cozze ed il pesce spada. Stesso discorso vale per l’acido solforico, che non è altro che un acido minerale liquido molto pericoloso”. Intanto, conclude Sicignano: “Alla luce di tutto ciò, ed in considerazione anche del fatto che la raccolta differenziata per più della metà della città rappresenta ancora un miraggio irraggiungibile, nei prossimi giorni valuteremo l’opportunità di chiedere al Ministero dell’Interno il commissariamento del Comune, così come previsto dall’art. 2 del nuovo decreto sui rifiuti”.

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