Trentola Ducenta

Enorme successo per il Torneo dello “Scalillo”

TRENTOLA DUCENTA. C’è anche una poesia per “O’ scalillo pè vennignà l’asprinio”, la propone in apertura del 1° Torneo dello Scalillo, svoltosi nel corso delladecima edizione della “Sagra dei funghi di pioppo e del vino asprinio”, Giovanni Visco, da Cesa, in arte “o’ re d’o sentimento”.

Tutta la manifestazione si compie come una bella unione proprio tra la Pro Loco di Cesa e l’esperienza dell’Associazione “Ferdinando Folgori”, unitamente alla Pro Loco di Trentola Ducenta. A Cesa solo qualche mese fa hanno avuto questa intuizione, sempre nell’ambito di una iniziativa tesa a promuovere il vino asprinio, di lanciare l’idea dello “scalillo”, nell’ambito della Festa di Primavera, primo promotore il presidente Oliva.

A Trentola Ducenta si cerca di fare ancora meglio, una sorta di vero e proprio Campionato Mondiale dello “scalillo”, anche perché a dire dei tantissimi agricoltori che arrivano a presenziare all’evento, i migliori portatori di “scalillo” si trovano proprio in queste terre.

Alla fine hanno ragione loro, visto che il vincitore di Cesa e quello di Trentola Ducenta, è la stessa persona, si tratta di Giuseppe Cavallaccio, produttore di vino e cittadino proprio di Trentola Ducenta. Gli amici di Cesa, entusiasti ci raccontano della mostra itinerante da loro organizzata , che si arricchisce ora di questa nuova esperienza, illustrano il lungo elenco dei 22 comuni che hanno aderito al disciplinare del “Vino Asprinio”, tre i comuni del napoletano, Giugliano, Melito e Sant’Antimo, quindi tutti comuni di Terra di Lavoro, con la fortissima presenza, naturalmente dell’Agro Aversano.

Tra tanti uomini è bello vedere che la Giuria , composta da ben otto membri, è presieduta dalla dottoressa Anna Mele, già carica di esperienza per la precedente manifestazione. I partecipanti al “Campionato del Mondo”, ben 17, di varia età, anche se tanti sono quelli con i capelli bianchi, segno evidente, se mai ce ne fosse bisogno, che questa “arte” va declinando.

Apre con un fuori gara forte Nicola Marino, solo 80 anni, ma ancora forza, equilibrio e tenacia da vendere a piene mani. Renato Del Vecchio, presidente della locale Pro Loco, chiama quindi ai nastri di partenza i vari concorrenti. C’è da percorrere circa 30 metri, con una boa per il ritorno, con il mitico scalillo, unica soluzione quella della “spalla e’ recchia”. Lo scalillo è unico e si allunga ben oltre i 15 metri. La competizione si fa affascinante e di alta qualità, alla fine ci sarà anche qualche squalifica, ma ragazzi che spettacolo. Lo scenario è quello del campo sportivo del Pime e al di là della zona del tappeto verde, si intravede la vigna dell’asprinio del Seminario, lo scalillo invece dritto punta su di una tenue luna, che nonostante il sole alto fa capolino, forse anche lei interessata a capire di che si tratta.

Dappresso la classifica finale, anche se riteniamo che tutti siano stati vincitori di questa importante rievocazione “storica”, che vuole però anche rilanciare la cultura e la diffusione del “vino asprinio” prodotto doc di una terra che dopo tante violenze, vuole, così come riporta l’assessore alla cultura, Raffaele Di Lauro, recuperare gli spazi ed il tempo perduti.

Nell’ordine questi i voti espressi dalla giuria: Giuseppe Cavallaccio (338), indiscusso Campione del Mondo dello “scalillo”, Nicola Lemma (252), Vittorio Ponticiello (251), Nicola Costanzo (220), Vincenzo Tonziello (208), Alessandro Pagano (207), Giuseppe Grassia nato 1957 (203), Giuliano Chianese (177), Giuseppe Coviello (163), Giuseppe Grassia nato 1951 (156), Cesare Macchione (142), Michele Faraldo (117). Non classificati, ma comunque messisi in evidenza Nicola Grassia (81 anni), Nicola Coviello, Francesco Grassia, Antonio D’Alessandro.

I “mondiali” si chiudono qui, ma le ambizioni che sono spuntate per l’immediato futuro sono incredibili, risentiremo parlare sicuramente dello scalillo e dei suoi portatori.

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