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Mentre votiamo…in Darfur è una carneficina

Darfur Il Darfur è una regione situata ad ovest del Sudan, nel deserto del Sahara, sconvolta dal 2003 da una guerra interna tra varie etnie che ha provocato fino ad oggi la morte di settantamila persone.

Attualmente nel Darfur muoiono, ogni giorno, 75 bambini al di sotto dei 5 anni. Cifre terribili ma necessarie per rendersi conto della drammaticità di questo genocidio. Diciamocela tutta: la presenza di ricchi giacimenti di petrolio, che poteva essere la ricchezza di questa regione è stata, invece, la sua condanna. E, come sempre avviene, il vero motivo degli eccidi, è stato camuffato, con motivi religiosi; il governo centrale islamico, contro popolazioni cristiane e animiste. Non ci sono motivazioni così “nobili”, solo il denaro, il vile denaro è la causa della guerra. Un altro dettaglio è utile ricordare in questo momento: il 90% delle armi usate in questa guerra sono fornite dalla Cina (armi in cambio di petrolio). Ci sono molti motivi per vivere queste Olimpiadi con animo poco sereno, i monaci del Tibet, e l’eccidio della popolazione del Darfur, sono un’ombra pesante su questo evento che simboleggia l’unione dei popoli. Paradossi del nostro tempo che continua a votare, a preparare giochi olimpici, a produrre rifiuti, come se tutto il resto fosse lontanissimo, in un altro mondo, in un altro spazio.

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