Aversa

WWF: “Attivare subito il sito di compostaggio di San Tammaro”

Alessandro GattoAVERSA. Avviare immediatamente l’impianto di compostaggio di San Tammaro. E’ il momento di fare quanto in potere di Ciaramella ed Orabona.

Attivare la differenziata in tempi brevissimi ma anche, come il Wwf chiede, tramite Alessandro Gatto, portavoce dell’associazione (ieri ai microfoni della trasmissione “Terra” di Canale 5, dove ha parlato della raccolta differenziata), di accelerare i lavori per completare l’impianto di compostaggio di San Tammaro. “Un impianto – affermano – che può trasformare circa 31.000 tonnellate annue (uno dei più grandi previsti dal piano rifiuti della Campania) di rifiuti ‘umidi’ (biodegradabili) in compost, che sarebbe un fertilizzante naturale da utilizzare per migliorare la qualità dei suoli delle nostre campagne”. “E’ assurdo – continua il Wwf – che un impianto buono e giusto come questo di San Tammaro deve subire tale processo di rallentamento per la sua ultimazione. Ricordiamo che un impianto di compostaggio del genere deve trattare una percentuale dei rifiuti solidi urbani pari a circa il 30% del totale, andando a trasformare proprio quella frazione di rifiuti che creano il pericoloso percolato e che provocano i cattivi odori della putrefazione e della fermentazione anaerobica. Agli impianti di compostaggio classici come questo, il Wwf consiglia sempre anche di aggiungere anche la linea dei biofermentatori anaerobici (o biodigestori anaerobici), da cui si genera il biogas utile alla produzione di energia elettrica e/o di calore o freddo senza emissioni di gas climalteranti. In ogni caso la messa in opera dell’impianto di S. Tammaro consentirà di trattare quella frazione di rifiuti umidi prodotti nei comuni del consorzio Ce2 (cioè tutti i comuni dell’agro aversano più Capua, San Tammaro e Santa Maria Capua Vetere) e di farci arrivare subito ad un 60% di raccolta differenziata di rifiuti realmente avviati al riciclaggio ed al recupero di materia. Chiediamo al sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella, ed al presidente della GeoEco, Isidoro Orabona, di fare tutto il possibile per accellerare l’iter di realizzazione dell’impianto di compostaggio di S. Tammaro”.

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