Caserta

Pd, la scure sulle liste di Iannuzzi e Nicolais

Tino IannuzziPasticcio liste nel Pd: gli schieramenti per l’assemblea nazionale presentati da Tino Iannuzzi e da Luigi Nicolais sono stati dichiarati inammissibili e le primarie in Campania rischiano di registrare clamorose esclusioni, come quella del leader irpino Ciriaco De Mita, del vicepresidente della giunta regionale Antonio Valiante, dell’europarlamentare salernitano Alfonso Andria, del deputato casertano Piero Squeglia, del coordinatore provinciale di Dl a Benevento Mario Pepe.

Stesso pericolo – ma il caso sarà vagliato soltanto oggi – per il governatore Antonio Bassolino e il sindaco Rosa Iervolino. Il nodo è tecnico, ma le conseguenze politiche possono essere devastanti, in particolare per quei segmenti di Ds, Margherita e Alleanza riformista che sostengono le scelte maturate sull’asse Bassolino-De Mita. Cosa accade è presto detto. La lista Campania democratica per Veltroni promossa da Iannuzzi, nella circoscrizione Campania 2, non ha rispettato il criterio di alternanza dei candidati di sesso diverso per i capilista, così come è previsto invece dall’articolo 7 del regolamento del Pd. In sostanza, i capilista sono 13 uomini e 9 donne, invece che 11 uomini e 11 donne: tutta colpa di «disguidi» verificatisi nei collegi della provincia di Caserta e che pesano sugli equilibri dell’intera circoscrizione. Stessa musica per la lista Con Veltroni. Ambiente, innovazione e lavoro, perché su 17 collegi i capilista erano 10 uomini e 7 donne (anziché 9 e 8). Il giudizio di inamissibibilità è stato espresso dopo un’accesa discussione dall’ufficio tecnico amministrativo regionale (Utar) presieduto da Nicola Tremante.

Luigi NicolaisAttimi di tensione negli uffici di via Santa Brigida della Margherita campana. In campo da una parte la tesi appoggiata dai sostenitori di Iannuzzi, che chiedevano la possibilità di effettuare l’inversione dei nomi dei capilista, e dall’altra le argomentazioni di chi è schierato con gli avversari dell’area veltroniana, per un’interpretazione alla lettera del regolamento e senza sconti. Mentre secondo indiscrezioni ci sarebbero state irregolarità anche nella documentazione relativa all’accettazione delle candidature. Alla fine la decisione è stata presa a maggioranza (4 voti contro 3, un astenuto). E nella nota finale viene messo in risalto: “L’Utar ha ritenuto di non accordare 48 ore di tempo ai presentatori della lista per integrare la documentazione innovando l’ordine dei capilista con l’inversione nell’ordine dei candidati uomo-donna alla testa di alcune liste di collegio così da realizzare l’osservanza del regolamento”. Scontate le iniziative di ricorso da parte di Iannuzzi e Nicolais. Adesso l’ultima parola toccherà al collegio regionale dei garanti – guidato dal preside della Facoltà di Giurisprudenza di Salerno Pasquale Stanzione – che dovrà decidere entro 48 ore. E mentre la discussione tecnica impazza, ecco che all’orizzonte emerge un’altra prospettiva: lo stesso problema di inammissibilità potrebbe essere sollevato oggi dall’Utar per le liste presentate da Iannuzzi nella circoscrizione Campania 1. A Napoli e in provincia i capilista sarebbero 14 uomini e 11 donne: a rischio potrebbero esserci anche Bassolino e Iervolino.

da “Il Mattino”, mercoledì 26.09.07 (di Corrado Castiglione)

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