Italia

Precariato, è scontro nella maggioranza. Rifondazione dichiara guerra

Francesco Giordano, segretario RCROMA. Il suo autore in questi giorni era stato definito un “assassino” dal parlamentare di Rifondazione Comunista Francesco Caruso. Definizione condannata dall’intero mondo politico. Ora, invece, la legge Biagi riaccende il “normale” scontro tra maggioranza e opposizione, e riapre le altrettante “normali” divisioni nel centrosinistra.

A cominciare è stato il segretario di Rifondazione, Francesco Giordano: “La legge Biagi va cambiata radicalmente”. E su un possibile no del suo partito al protocollo sul Welfare, ha risposto: “Lo abbiamo detto come abbiamo detto che siamo contrari anche all’esito della vicenda dello scalone. Nel programma dell’Unione avevamo scritto che la forma normale di lavoro doveva essere quella a tempo indeterminato. Ebbene, nonostante tutti i piccoli, seppur significativi aggiustamenti fatti dal governo, siamo ben lontani dall’obbiettivo che ci eravamo dati”. Il partito di Rifondazione è tornato anche a confermare la manifestazione contro la precarietà in programma il 20 ottobre, raccogliendo le critiche degli alleati. Per Gavino Angius (Sinistra Democratica), si tratta di una manifestazione “irresponsabile” e che “divide il governo”. Secondo il ministro Emma Bonino “se Prodi segue Giordano si apre una crisi politica. Quella del segretario di Rifondazione sulla legge Biagi è una posizione ideologica e coincide nei contenuti, a prescindere dai toni, con quella di Caruso”. Per l’Udeur quello di Rifondazione è un “ricatto inaccetabile”. Critiche anche dalla stessa ala radicale della sinistra. “La legge Biagi va cambiata, ma non bisogna lanciare ultimatum bellicosi”, dice il capogruppo alla Camera dei Versi, Angelo Bonelli.

Precariato, scontro nella maggioranzaIn difesa di Giordano scende Cesare Salvi (Sinistra Democratica): “Giordano ha ragione: la parte sul lavoro del protocollo sociale deve essere profondamente modificata, altrimenti non può essere votata dalla sinistra. Il Partito democratico non può pensare di imporre le proprie soluzioni al resto della maggioranza”. Così come il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero (Rifondazione) che risponde alle dichiarazioni del ministro Bonino: “Vorrei ricordare a Emma Bonino che le richieste di Rifondazione comunista sono semplicemente quelle di applicare il programma dell’Unione”. Programma in cui non si parlava mai di legge Biagi, ma di legge Maroni, e se ne indicava un “superamento”. Per i Comunisti Italiani il protocollo sul Welfare va modificato e, prima che arrivi in aula, chiedono al presidente del Consiglio di mettersi attorno a un tavolo assieme alla maggioranza. E il capogruppo di Rifondazione al Senato, Giovanni Russo Spena, annuncia: “Il Prc e tutta la sinistra della coalizione insisteranno perché il programma sia rispettato intervenendo a fondo sulla legge 30 e riformando in maniera radicale la struttura del contratto a termine”.

Unanime il disappunto dal centrodestra. “Le parole di Giordano – dice riflette l’ex sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi, di Forza Italia – sono l’annuncio della irreversibile iniziativa politica che utilizza la legge Biagi per definire il baricentro del governo Prodi”. “Giordano sposa la linea ideologica di Caruso”, commenta il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa. Mentre per l’ex ministro del Welfare, Roberto Maroni, la “dichiarazione di guerra di Giordano è soltanto un bluff. Alla fine, tutto sarà sacrificato sull’altare delle solite poltrone”.

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