Sant’Arpino

Di Santo denuncia degrado periferia e striglia Savoia

Eugenio Di SantoSANT’ARPINO. Eugenio Di Santo, consigliere comunale dei gruppo “Uniti per l’Alternativa”, denuncia lo stato di abbandono della zona adiacente alla stazione ferroviaria.

In particolare, Di Santo si riferisce alla parte terminale del Corso Atellano, via Viocciola e Via Ferrovia, che “sono state completamente abbandonate al loro destino, con scarsa illuminazione, strade piene di buche, pulizia stradale inesistente, deposito di materiale di risulta da parte di ditte che lavorano per il Comune di Sant’Arpino. Questo lo spettacolo desolante di una periferia che in questi ultimi anni è sprofondata in un completo abbandono. La sera, causa anche la scarsa illuminazione, dovuta peraltro all’abbattimento di un punto luce da parte di ignoti che non è stato celermente sostituito, il Corso Atellano si trasforma in una pista per duelli ad alta velocità per auto di grossa cilindrata. Una situazione insostenibile per gli abitanti della zona, che la sera hanno il timore di mettere piede fuori dalla propria abitazione”. Di Santo poi si rivolge al sindaco Giuseppe Giuseppe SavoiaSavoia: “Egregio Sindaco, la gente, quella vera, non quella delle manifestazioni che tu di solito frequenti, vuole delle risposte alle esigenze basilari di una vita normale, rifiuta i lustrini e le feste della ‘corte dei miracoli’, dove tu spesso presenzi. Vorrebbe un sindaco più vicino al popolo, che amasse sentire la voce dei propri concittadini, non solo quella dei soliti adulatori che, spesso in malafede per il proprio tornaconto, ti dicono che sei il migliore. Ma tu sai che di solito le cose si dicono per convenienza o peggio per conservare posizioni di privilegio. Coloro che curano il tuo look ti hanno consigliato di essere più presente alle manifestazioni civili e religiose perché tra qualche mese ci sono le elezioni amministrative. Ma ancora una volta questi strateghi della politica ti vogliono solo adulare. Io, tuo avversario politico, ti consiglio di recarti nelle zone periferiche dove la tua giunta ha creato abbandono, disuguaglianze, mancanza assoluta di servizi e riferimenti sociali, per confrontarti con la gente, per sentire la loro voce, per ascoltare i disastri di cui ti sei reso protagonista. Allora probabilmente ti renderai conto da solo di non essere il migliore ma, se mi passi la licenza poetica, probabilmente il ‘più peggiore’ tra i sindaci che si sono succeduti dal dopoguerra fino ad oggi”. Di Santo conclude: “Caro Sindaco, chiuso nel tuo fortino di via Mormile, pensi di poter avere le risposte ai bisogni dei cittadini senza toccare con mano il disagio, la sofferenza, l’abbandono e, usando correttamente una tua gaffe linguistica, rimandando ‘sine die’ (alle calende greche, all’infinito) la risoluzione dei problemi più semplici della gente. Ad maiora”.

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