Aversa

Espresso Napoletano, la crème della musica aversana

Nicola AndreozziAVERSA. La buona musica per recuperare i valori nascosti nel fondo dell’animo. In un’epoca povera di valori è un impegno davvero notevole, ma è l’obiettivo che intende centrare una band musicale tutta aversana che sta portando il nome della città in giro per la penisola.

Paolo Fagnoni“Espresso Napoletano” è il nome della band nata, poco più di un anno fa, quasi per scherzo, per dare sfogo alla passione comune di sei giovani amici Roberta di Palma, voce solista femminile, Giuseppe Galati, percussioni, Paolo Fagnoni, chitarra e coro, Raffaele Girone, chitarra, pianoforte e coro, Pasquale Schiavone, chitarra e mandolino, e Nicola Andreozzi, voce solista maschile. Di Nicola l’idea di formare la band, passando così da gestore del distributore per carburanti più antico della provincia, ad artista capace di coltivare, tra un pieno di benzina e l’altro, la passione per musica che ha da sempre. “Perché Espresso Napoletano? Per dire al pubblico, in due sole parole, quali sono i temi canori proposti dal gruppo, quelli classici napoletani, e come intendiamo presentarli, vale a dire in modo ‘caldo’, ‘forte’, ‘penetrante’, ‘profumato’, fragrante’e ‘squisito’ proprio come una buona tazza fumante di caffè espresso napoletano”, spiega Nicola. Poi aggiunge: “Anche se giovane e praticamente ancora in rodaggio, la band sta vivendo un periodo straordinario. Siamo partiti con un tour di assaggio proponendo il nostro repertorio al pubblico di locali spesso gestiti da amici, giusto per misurare sul campo le nostre possibilità, e abbiamo ottenuto un successo andato ben oltre ogni più rosea prospettiva che ci ha spinto ad andare avanti”. E così ora l’Espresso Napoletano targato Aversa viene offerto all’intera penisola, portando in giro il nome della città. “A dispetto di quanto si possa pensare in un’epoca in cui regna la tecnologia, le canzoni che più ci vengono chieste – riprende Nicola – sono motivi come ‘A’sonnambula’ e ‘Cicerenella’. Motivi sempre verdi che fanno venire a galla, almeno per una sera, l’animo semplice della gente. E questo – conclude – ci gratifica molto, perché significa che siamo riusciti, almeno in parte, a realizzare ciò che per anni avevamo pensato, sognato e sperato: recuperare, grazie alla buona musica, i valori nascosti nel fondo dell’animo della gente”.

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