Moma Slow Lounge, calendario per i ragazzi di Don Merola

di Redazione

Don Luigi MerolaSANTA MARIA CV. Mercoledì 23 dicembre. Serata di solidarietà pre-natalizia al Moma Slow Lounge.

In uno dei locali più frequentati dai giovani della provincia, si è tenuta la presentazione del “Calendario ZeroDodici”, i cui proventi , derivanti dell’acquisto, andranno alla fondazione Onlus di don Luigi Merola, “’A voce d’e’ creatur’. Il prete, da poco insignito del prestigioso “Premio Don Puglisi”, combatte quotidianamente gli interessi camorristici. Egli, con l’aiuto dei suoi volontari, ha deciso di interpretare la missione evangelica in prima persona, recuperando gli scugnizzi dalla strada e togliendo la manovalanza alla criminalità organizzata. Don Luigi, chiamato al centro della sala, ha prima ringraziato tutti e poi ricordato come l’impegno civile, a partire da quello profuso nella scuola di Forcella dedicata ad Annalisa Durante, la quattordicenne morta in un conflitto a fuoco tra camorristi, sia una condizione imprescindibile. Non basta la repressione e la bonifica del territorio da parte dello Stato, ma c’è bisogno della prevenzione con interventi sociali. La serata è stata presenta da Gino Aprile, ed ha visto la partecipazione dell’attore Luca Riemma.

La realizzazione di questo calendario, in cui nove bellissime ragazze hanno posato per Alfredo Bonanno, è frutto di un impegno comune del Moma, con il suo direttore Luigi Pezzera, e vari professionisti. Il fotografo ha voluto ricreare atmosfere affascinanti usando come location il Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni, ed ha trovato nelle acconciature dell’hair stylist Lello Fiore, un mezzo importante per la valorizzazione della figura femminile in chiave artistica settecentesca. La distribuzione del calendario avverrà in diversi punti vendita, tra cui il Moma stesso e il salone Fiore. Il prezzo di soli 5 euro, lo rende accessibile a chi voglia dare un contributo reale alla fondazione a favore dei ragazzi di Forcella. La serata è poi continuata all’insegna della musica, con l’esibizione al pianoforte di Flavia Salemme, alternata alla musica elettronica degli Ugly Wheels.

La sala è stata presto affollata da giovani che hanno gradito il connubio tra arte e impegno sociale, tra cui il consigliere sammaritano Danilo Feola. “Santa Maria – ha dichiarato Feola – anche se mostra una realtà meno problematica di zone come Forcella, presenta crescenti sacche di degrado giovanile. Organizzazioni come quella di don Luigi sono fondamentali, in quanto agiscono sul presente che poi diverrà futuro : i giovani. Tuttavia, il recupero dei ragazzi “a rischio” deve essere una priorità anche per le istituzioni locali, e non solo per la società civile più solidale”.

Dopo la presentazione ufficiale del calendario,don Luigi ha risposto ad alcune domande. Tra queste, il modo di fare scuola del prelato, definito” la metodologia del desiderio”. Il metodo, utilizzato nelle favelas brasiliane, consiste nell’invogliare i ragazzi a tornare sui binari della legalità grazie a quello che piace loro fare, senza forzarli. Solo così, si può proporre una scolarizzazione ed un sistema di valori alternativi a quelli della camorra. “In Campania i percorsi sono due: l’arte( musica, teatro) e lo sport, questi sono le medicine che utilizziamo nei quartieri disagiati contro il cancro della camorra”.

Per quanto riguarda la cattura di Michele Zagaria, il prelato si espresse molto duramente sulle pagine de “Il Roma” attraverso l’articolo intitolato “Non ha vinto lo Stato”. La sua provocazione fece rumore in quanto in controtendenza con i toni trionfalistici di magistrati, istituzioni, stampa. “Il fatto che a Casapesenna, un paese così piccolo dove tutti sanno tutto, la latitanza sia stata coperta anche dalla società bene, quale professionisti, è allarmante. Inoltre, la relazione di difesa dei cittadini alla cattura della primula rossa casalese, è purtroppo comprensibile. I malavitosi offrono il lavoro, – sostiene Merola – anche se ‘a tempo determinato’. In quanto il limite è dato dalla convenienza del boss, del capozona, che con il lavoro compra la vita, e quindi può decidere di disfarsene o di sacrificarla quando vuole. E in questi posti e per questa gente, prima che Zagaria fosse stanato, dov’erano le Istituzioni e la chiesa con il suo complice silenzio? La lotta alla camorra si fa quotidianamente e non quando qualcuno vuole fare carriera”.

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