Napoli, Festa della Mamma alla TIN della Federico II: sostegno ai prematuri e nuove donazioni

di Redazione

Napoli – Una Festa della Mamma celebrata con un giorno d’anticipo, ma soprattutto trasformata in un abbraccio collettivo ai bambini nati troppo presto e alle loro famiglie. Nell’Aula Magna del Cestev dell’Università Federico II, la Neonatologia e la Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, insieme all’associazione onlus Soccorso Rosa Azzurro, hanno dato vita a una giornata dedicata alla prematurità, tra testimonianze, sorrisi e nuovi importanti traguardi per il reparto.

All’iniziativa hanno preso parte la direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, dottoressa Elvira Bianco, il professor Francesco Raimondi, ordinario di Pediatria, direttore dell’Unità Operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale e presidente dell’associazione Soccorso Rosa Azzurro, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, volontari e numerose famiglie di ex prematuri, oggi bambini e ragazzi. Presenti anche la consigliera comunale Alessandra Clemente, il professor Giovanni Esposito, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia della Federico II, il professor Giuseppe Bifulco, direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Aou Federico II, Vincenzo Ferrara della Fondazione Cannavaro-Ferrara, Amedeo Manzo, presidente Bcc Napoli, Nico Balato della pizzeria Palato, la dottoressa Giuseppina Mansi e Ida Padolecchia dell’associazione promotrice. Ad accompagnare la mattinata la musica di Luciano Martucci, Lilia Iodice, Daniela Schioppa e Caterina Musella, insieme all’animazione curata dall’agenzia Lacci sciolti e dall’associazione SuperEroi in corsia.

Il percorso dei prematuri – In Italia nascono ogni anno circa 28mila neonati prematuri, cioè prima della 37esima settimana di gestazione; in Campania sono circa 3mila. Bambini che necessitano di cure altamente specialistiche e di un’assistenza che continua anche dopo la dimissione ospedaliera. “La fase post-dimissione dalla Terapia Intensiva Neonatale è cruciale, perché consente di valutare lo sviluppo neuro-evolutivo dei prematuri. Fondamentale è garantire cure su misura a questi piccoli, con programmi di follow-up mirati all’identificazione precoce di eventuali anomalie del neurosviluppo, per mettere in atto interventi precoci e personalizzati, al fine di migliorare la loro qualità di vita e quella delle loro famiglie”, afferma il professor Raimondi. “Il nostro follow-up prende in carico bimbi e famiglie dai 3 mesi ai 6 anni di vita ed include i piccoli nati sotto le 32 settimane o di peso inferiore a 1500 grammi e quelli nati con asfissia perinatale sottoposti a ipotermia. È strutturato e standardizzato seguendo le indicazioni della Società Italiana di Neonatologia”, aggiunge Raimondi.

I numeri della Terapia Intensiva Neonatale – Ogni anno sono circa 400 i neonati ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale della Federico II. “Il 5% presenta handicap gravi, come paralisi cerebrale, grave ritardo psico-motorio, cecità, sordità e grave ritardo del linguaggio e della relazione. – spiega ancora il professor Raimondi – Tra gli esiti minori, che coinvolgono il 33% di questi bambini, ci sono la goffaggine motoria, i disturbi dello sviluppo psicomotorio, del comportamento, della relazione, del linguaggio e della comunicazione”. Raimondi sottolinea, inoltre, l’importanza di una rete territoriale di supporto e della collaborazione con istituzioni e associazioni per garantire diagnosi precoci e percorsi di assistenza sempre più efficaci.

L’impegno delle istituzioni – “La cura del neonato prematuro rappresenta una delle sfide più delicate della medicina moderna, nella quale competenza clinica e umanizzazione dei percorsi devono procedere insieme. – dichiara la direttrice generale Elvira Bianco – La Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II è un punto di riferimento non solo per l’assistenza durante il ricovero, ma anche per il follow-up e il supporto alle famiglie”. “Lavorare nel campo della neonatologia e della Terapia Intensiva Neonatale richiede grande impegno e attenzione. – sottolinea il sindaco Manfredi – Le competenze del personale medico coinvolto nelle cure dei più piccoli sono il fiore all’occhiello di un’eccellenza del nostro territorio in un settore tanto delicato”. A chiudere gli interventi il professor Esposito: “Oggi è un giorno estremamente importante, non solo da un punto di vista sociale, ma anche perché si festeggia la sinergia tra le professionalità. Viene evidenziato il ruolo della multidisciplinarietà della neonatologia e quello dell’assistenza ai neonati prematuri”.

Le nuove donazioni al reparto – Nel corso della giornata sono state presentate anche le nuove attrezzature donate alla Terapia Intensiva Neonatale grazie all’impegno dell’associazione Soccorso Rosa Azzurro e alla generosità di sostenitori e donatori. Tra queste figurano sedie per la Kangaroo Therapy donate da Mariano Balato, pensate per favorire il contatto pelle a pelle e l’allattamento, un’isola neonatale completa di tecnologia per la rianimazione avanzata donata dalla Fondazione Cannavaro-Ferrara e due sonde ecografiche di ultima generazione: una acquistata attraverso la raccolta fondi online promossa da Raffaele Lanzetta e Marioluigi Rambone, l’altra grazie all’associazione Noi donne di Teverola.

In oltre vent’anni di attività, l’associazione ha contribuito a dotare la Terapia Intensiva Neonatale della Federico II di ambulanze, attrezzature elettromedicali e servizi destinati ai piccoli pazienti e alle loro famiglie. Fondamentale anche il contributo del 5×1000, che ha permesso l’aggiornamento tecnologico del reparto, il miglioramento degli spazi di accoglienza e il potenziamento della formazione del personale. Durante l’incontro è stato infine rinnovato l’impegno a sostenere i prossimi progetti della struttura, tra cui la ristrutturazione e l’ampliamento del reparto di Terapia Intensiva Neonatale annunciati dall’Azienda Ospedaliera Universitaria.

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