Casal di Principe (Caserta) – Sarà l’autopsia a provare a fare luce sugli ultimi drammatici giorni vissuti da una 34enne di Casal di Principe e sul decesso del piccolo Raffaele, il bimbo nato senza vita dopo un parto cesareo d’urgenza eseguito alla clinica Pineta Grande Hospital di Castel Volturno. Una vicenda che ha scosso profondamente la comunità casalese e che ora è al centro di un’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere.
L’inchiesta – Quattro medici risultano indagati per omicidio colposo. Si tratta, secondo quanto emerso, di professionisti che avrebbero avuto ruoli differenti nell’assistenza sanitaria prestata alla donna nelle ore precedenti al parto. L’iscrizione nel registro degli indagati, disposta come atto dovuto, consentirà lo svolgimento degli accertamenti irripetibili. L’esame autoptico sul corpo del neonato sarà eseguito martedì 12 maggio all’istituto di medicina legale di Caserta dal medico legale Luigi Mastroianni, incaricato dal pubblico ministero Giacomo Urbano della Procura sammaritana. Per conoscere gli esiti definitivi bisognerà attendere circa 90 giorni. La Procura ha nominato un collegio composto da un ginecologo, un medico legale e un anatomopatologo per chiarire le cause del decesso e ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti all’intervento chirurgico. Anche le parti coinvolte hanno designato propri consulenti.
Gli avvocati – La famiglia del piccolo, originaria di Casal di Principe, si è affidata agli avvocati Salvatore Capasso e Francesco Petito dello studio legale Metis di Aversa, che hanno nominato come consulenti il professor Alessandro Feola, medico legale, e il professor Andrea Ronchi, anatomopatologo. Per la difesa dei medici indagati sono impegnati gli avvocati Giuseppe Stellato e Claudio Sgambato, affiancati dai consulenti Giovanni Lodato, medico legale, Giulio Benincasa, anatomopatologo, ed Emanuel Fiore, ginecologo.
Le tappe della vicenda – Secondo quanto ricostruito finora, la donna si era presentata il 24 aprile alla clinica accusando forti dolori addominali. Dopo alcune ore di osservazione era stata dimessa. Il giorno successivo, però, il quadro clinico si sarebbe aggravato, spingendola a tornare nuovamente in ospedale, dove fu ricoverata. Le condizioni della 34enne sarebbero ulteriormente peggiorate fino alla decisione dei sanitari di procedere, il 26 aprile, intorno alle ore 13, con un cesareo d’urgenza. Il piccolo Raffaele, però, è nato già morto.
La denuncia dei familiari – Dopo la tragedia, i familiari hanno presentato denuncia ai carabinieri di Castel Volturno chiedendo che venisse fatta piena luce sull’accaduto. L’autopsia rappresenta ora il passaggio chiave dell’inchiesta e dovrà stabilire se il decesso del neonato potesse essere evitato ed eventuali responsabilità da parte del personale sanitario coinvolto.

