Caserta – Un appello chiaro, che intreccia diritti, sviluppo e futuro del territorio, accompagnerà la manifestazione del Primo Maggio promossa da Cgil, Cisl e Uil Caserta in piazza Ruggiero, con inizio alle ore 10. Al centro della mobilitazione, inserita nel quadro nazionale, il tema del lavoro dignitoso, rilanciato attraverso gli interventi delle lavoratrici, dei lavoratori e dei segretari generali provinciali.
Il contesto nazionale – Le tre Confederazioni richiamano l’attenzione su un quadro segnato dalla diffusione di lavoro precario, sottopagato e insicuro, aggravato dalla presenza dei cosiddetti contratti pirata e da trasformazioni profonde, a partire dall’impatto dell’intelligenza artificiale, ancora prive di un adeguato governo pubblico e contrattuale. In questo scenario, ribadiscono la necessità di riportare il lavoro al centro, come pilastro della democrazia e della coesione sociale.
Le priorità – Tra i punti ritenuti fondamentali figurano il miglioramento della qualità dell’occupazione, il rafforzamento della contrattazione collettiva, l’estensione dei diritti e delle tutele, insieme al rilancio del ruolo della rappresentanza e delle relazioni industriali. A questi si affianca la richiesta di nuove politiche industriali e investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e occupazione stabile.
La realtà casertana – Nel territorio provinciale, le criticità assumono un carattere ancora più marcato. La precarietà si intreccia con fenomeni strutturali come il caporalato, il lavoro nero e grigio e la diffusione del lavoro povero. Settori come l’agroalimentare e i servizi continuano a essere esposti a dinamiche che comprimono diritti e salari, mentre la fragilità del tessuto produttivo limita le prospettive di crescita.
Giovani e sviluppo – A pesare ulteriormente sono i ritardi nelle politiche industriali e negli investimenti pubblici, che frenano la valorizzazione delle potenzialità locali e spingono molte giovani generazioni a confrontarsi con una scelta obbligata tra precarietà e migrazione.
Le richieste – Cgil, Cisl e Uil Caserta chiedono un cambio di passo deciso: contrasto alle forme di sfruttamento e illegalità, piena applicazione dei contratti nazionali, sostegno al lavoro stabile e di qualità, investimenti in infrastrutture materiali e sociali, rilancio delle filiere produttive e delle aree industriali, rafforzamento dei servizi pubblici.
Il significato del Primo Maggio – La giornata torna così a essere momento di mobilitazione e partecipazione, per ribadire che non può esserci crescita senza diritti, né futuro senza un lavoro stabile, tutelato e adeguatamente retribuito.

