Vertice Ue a Cipro, Meloni: “Non ho sentito Trump. Putin? Faccio lui passo avanti”

di Redazione

Cipro – Equilibri internazionali, difesa, energia e conti europei: sono i dossier al centro dell’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine del vertice informale dell’Unione europea ad Agia Napa, dove la premier ha tracciato una linea tra urgenze immediate e strategie di lungo periodo, rivendicando il ruolo dell’Italia nei principali scenari geopolitici.

“Trump? Non l’ho sentito” – “Non ho sentito Trump, con gli Usa i rapporti sono sempre solidi”. Così la premier ha chiarito lo stato delle relazioni transatlantiche, tornando poi sul tema della difesa: “Non ho detto che le spese militari non sono la priorità, ho detto che oggi abbiamo delle priorità molto importanti. Le spese per la difesa restano importanti ma se abbiamo il problema dell’energia, capite che c’è una priorità che purtroppo viene prima”. Un contesto in evoluzione che, secondo Meloni, impone flessibilità: “Bisogna adattare le proprie posizioni a un contesto che sta cambiando”.

Tensioni Nato e asse europeo dell’Alleanza – La presidente del Consiglio ha espresso preoccupazione per i contrasti tra Stati Uniti e Spagna in ambito Nato: “Non vedo positivamente la tensione tra Usa e Spagna sulla Nato. Credo che bisogna lavorare per rafforzare la Nato, per rafforzare la colonna europea dell’Alleanza, colonna europea che deve essere complementare”.

“Putin? Faccia lui qualche passo avanti” – Sul conflitto in Ucraina e sull’eventuale coinvolgimento di Mosca nei forum internazionali, la posizione italiana resta ferma: “Io penso che questo sia il momento in cui siamo noi a chiedere a Putin di fare qualche passo avanti, e non noi a farlo nei suoi confronti. Credo sia il momento di pretenderlo”. Un riferimento diretto anche al G20 e alla necessità, secondo Meloni, di segnali concreti da parte della Russia.

Medio Oriente e missione Unifil – Spazio anche al delicato scenario tra Israele e Libano: “Una presenza internazionale al confine tra Israele e Libano è necessaria. Il ruolo che gioca l’Italia può fare la differenza. Ne ho parlato con Aoun. Bisogna cercare una cornice legale”. Un passaggio che rilancia il ruolo dell’Unifil e l’impegno italiano nella regione.

Patto di stabilità, confronto aperto con la Germania – Sul fronte economico europeo, Meloni ha evidenziato la complessità del negoziato: “Anche i tedeschi si rendono conto di quanto sia difficile la situazione e le difficoltà a cui andiamo incontro. C’è la volontà di venirsi incontro, capisco le diversità e i vincoli costituzionali degli altri. Si parte da posizioni distanti, ma stiamo cercando di avvicinarsi”. E ha aggiunto: “Io non penso di dover riferire alla stampa italiana quali sono le preoccupazioni del cancelliere tedesco. C’è sicuramente la volontà di venirsi incontro, cioè di trovare delle soluzioni che possano andare bene per tutti”. Un dialogo che, ha sottolineato, non registra chiusure: “Sicuramente non trovo una chiusura nel senso di dire ‘non ci interessa’. Tutti capiscono che in ogni caso quando il problema impatta su alcuni Stati membri, alla fine, siccome le nostre economie sono interconnesse, arriva anche agli altri”. Da qui la sintesi: “Chiaramente si parte da posizioni leggermente distanti ma stiamo tentando di avvicinarci. Io ho posto il problema con la chiarezza che non ho fatto mancare ieri sull’energia, e che non ho fatto mancare oggi sul bilancio”.

Bilancio Ue e linee rosse italiane – Il negoziato sul prossimo quadro finanziario pluriennale si presenta “difficilissimo”: “Le posizioni tra loro partono in maniera molto diversa”. Tra i punti fermi dell’Italia ci sono “i fondi della coesione e i fondi della politica agricola comune”, indicati come “linee rosse” nel confronto europeo.

Competitività e sostegno alle Pmi – Sul fondo per la competitività, la premier ha posto l’accento su un equilibrio tra innovazione e tradizione: “I fondi devono essere indirizzati all’innovazione tecnologica ma dobbiamo accompagnare anche la trasformazione dell’industria tradizionale, dobbiamo accompagnare le nostre filiere storiche importanti, e non dobbiamo dimenticare il ruolo delle Pmi”. Un sistema produttivo che, ha ricordato, rappresenta “un pezzo significantissimo dell’economia europea”.

Energia e aiuti di Stato, rischio disparità – In tema di crisi energetica, Meloni ha evidenziato un fronte condiviso ma non unanime: “Mi sembra di non essere sola in seno al Consiglio”. Sull’allentamento delle regole sugli aiuti di Stato ha aggiunto: “Questo può essere sensato”, ma con due nodi da sciogliere: “Quali sono i settori che vengono coinvolti” e “la capacità fiscale, che non è uguale negli Stati membri”. Il rischio, ha avvertito, è quello di creare squilibri: “Se non si parte da un allentamento dei vincoli almeno per questi settori, si parla di una misura che è buona per alcuni e non per altri. E noi di tutto abbiamo bisogno tranne che di creare disparità nell’Ue”. Un dibattito ancora aperto: “Non sono la sola a chiedere queste misure, c’è un dibattito, ci sono Paesi che non sono d’accordo ma ho trovato consapevolezza della situazione”.

Migranti, vertice tra Paesi mediterranei – A margine del Consiglio europeo, si è svolto anche un incontro tra i leader di Cipro, Grecia, Italia e Malta per definire iniziative comuni in chiave preventiva, con l’obiettivo di evitare una nuova crisi migratoria come quella del 2015, richiamata nelle conclusioni del Consiglio europeo del 19 marzo 2026.

Rientro in Italia – Al termine dei lavori, la presidente del Consiglio è ripartita dall’aeroporto di Larnaca in direzione Roma, dopo aver preso parte al vertice informale dell’Unione europea.

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