Sessa Aurunca, omicidio Iannitti: si attende interrogatorio del 19enne, da chiarire il movente

di Redazione

Sessa Aurunca (Caserta) – Si sposta ora sull’udienza di convalida del fermo il caso dell’omicidio di Vincenzo Iannitti, il 20enne ritrovato senza vita dopo oltre un mese dalla scomparsa. Domani mattina, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, il 19enne Victor Uratoriu, reo confesso, comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari: è in quella sede che potrebbe emergere finalmente un movente chiaro.

Il nodo delle motivazioni – Al momento resta il punto più oscuro dell’intera vicenda. Il giovane, difeso dall’avvocato Luigi Imperato, ha ammesso di aver ucciso l’amico con due coltellate al termine di una lite, ma non ha fornito spiegazioni convincenti. Ha parlato di frasi “non gradite” pronunciate dalla vittima, forse legate al suo stile di vita. Elementi ritenuti insufficienti dagli inquirenti, che continuano a lavorare per ricostruire le reali ragioni del gesto. Tra le ipotesi al vaglio, anche un riferimento alla ex fidanzata del 19enne, morta anni fa, evocata durante la discussione.

La confessione e la dinamica – Dopo essere stato portato in caserma, inizialmente reticente, il 19enne ha confessato davanti al pubblico ministero Gionata Fiore e ai carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca. Ha raccontato di aver colpito Vincenzo con un coltello da cucina e di aver poi gettato il corpo dalla terrazza della propria abitazione, in un cavedio attiguo. Successivamente avrebbe nascosto il corpo, coprendolo con materiali di risulta.

Il tentativo di depistaggio – Nei giorni successivi alla scomparsa, il giovane avrebbe cercato di allontanare i sospetti, raccontando al padre della vittima che il figlio si era allontanato volontariamente, ipotizzando una fuga a Roma. Un racconto che non ha retto agli accertamenti investigativi.

Il dettaglio della ferita – Tra gli elementi che hanno attirato l’attenzione degli investigatori c’è anche la ferita riportata dal 19enne lo stesso giorno della scomparsa. Si era presentato in ospedale con un taglio all’avambraccio, suturato con 25 punti. Un segno che potrebbe essere collegato alla colluttazione con la vittima o alle fasi successive al delitto.

Il quadro delle indagini – Il fermo è stato eseguito con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Le indagini, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, si sono concentrate fin dall’inizio sull’ultima persona vista con il 20enne. Decisivi anche i riscontri delle telecamere di videosorveglianza, che hanno mostrato i due entrare insieme in un vicolo, senza che la vittima ne uscisse.

Il ritrovamento e gli elementi raccolti – Il corpo di Vincenzo è stato rinvenuto in un cortile interno a pochi passi dall’abitazione del 19enne, in avanzato stato di decomposizione, avvolto in un sacco nero e con i piedi legati da una corda. Nella casa del giovane è stato trovato un pezzo della stessa corda, mentre i carabinieri hanno sequestrato anche un coltello lungo otto centimetri e l’intero immobile dove si sarebbe consumato l’omicidio. A far scattare i controlli è stato il cattivo odore avvertito dai residenti della zona.

Il dolore della famiglia – Il padre della vittima, rientrato dalla Germania, continua a chiedere verità e giustizia: “Ho sperato fino all’ultimo, ora chiedo solo giustizia. Quel ragazzo ci ha mentito guardandoci in faccia”. Nei giorni precedenti al ritrovamento, la comunità si era mobilitata con un corteo silenzioso e con appelli pubblici per rompere il silenzio attorno alla scomparsa.

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