Serate esclusive nei locali più noti della movida milanese, pacchetti “all inclusive” e una clientela facoltosa che include anche calciatori di Serie A: è questo il quadro che emerge dall’indagine della Procura di Milano che ha portato, nelle ultime ore, agli arresti domiciliari per quattro persone, ritenute al centro di un sistema organizzato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
L’indagine – Al centro dell’attività investigativa una società attiva nell’organizzazione di eventi, finita nel mirino dei finanzieri del comando provinciale di Milano. Le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria, hanno consentito di raccogliere un “numero considerevole di elementi di prova” nei confronti degli indagati, accusati di aver costruito un vero e proprio business basato sul reclutamento di donne, tra cui escort professioniste, disponibili a partecipare agli eventi e a offrire prestazioni sessuali a pagamento.
Clienti vip e calciatori – Secondo quanto riportato dall’Ansa, sarebbero almeno settanta i calciatori che avrebbero preso parte alle feste organizzate dall’agenzia. I loro nomi risultano omissati nell’ordinanza e nessuno di loro è indagato. Si tratterebbe di giocatori di club come Inter, Milan, Juventus, Sassuolo e Verona, oltre a un pilota di Formula Uno. Tra gli invitati anche imprenditori e altri personaggi noti. Non è stato accertato quanti abbiano usufruito dei servizi di escort o del cosiddetto “gas esilarante”.
I flussi di denaro – Dall’agosto 2024, data di avvio delle indagini, sarebbero oltre 450mila euro le somme versate da “calciatori professionisti” sui conti correnti riconducibili agli indagati. In particolare, due di loro – operanti attraverso una società con sede a Cinisello Balsamo – avrebbero ricevuto più di 276mila euro su conti italiani ed esteri, acquisiti tramite ordine europeo di indagine. Un terzo indagato, incaricato secondo l’accusa di mantenere i contatti con la clientela e decidere i locali in cui far presenziare le escort, avrebbe incassato oltre 111.700 euro. Quasi 68mila euro, invece, sarebbero stati percepiti da un altro soggetto. Complessivamente, la Guardia di Finanza ha sequestrato in via preventiva oltre 1 milione e 200mila euro, ritenuti profitto illecito.
Il sistema delle feste – Gli eventi, descritti come veri e propri pacchetti “all inclusive”, prevedevano serate in locali di alto livello, escort e, in alcuni casi, consumo di gas esilarante. Una delle giovani coinvolte, che ha denunciato gli indagati, ha raccontato agli inquirenti che non tutte le ragazze erano escort, ma alcune svolgevano il ruolo di “ragazze immagine”. La stessa ha riferito che durante le feste veniva spesso utilizzato gas esilarante in palloncini, gradito agli atleti perché non rilevabile ai controlli antidoping.
Attività anche durante il Covid – Secondo quanto emerso, il sistema sarebbe attivo da almeno cinque anni e non si sarebbe fermato neppure durante la pandemia. “Nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri” venivano organizzati “quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort”, con incontri che si svolgevano in luoghi privati per aggirare le restrizioni.
Le valutazioni del gip – Nell’ordinanza firmata dalla giudice per le indagini preliminari Chiara Valori si sottolinea come l’attività abbia dimostrato una notevole capacità di adattamento: “Come si è visto, da almeno cinque anni l’attività prosegue ininterrotta e, anzi, in grado di adattarsi alle diverse circostanze ambientali: in periodo Covid, lungi dal sospendere gli eventi, gli stessi sono migrati in un luogo di privata dimora, ove era possibile accedere in modo riservato, in anche totale spregio delle regole sanitarie. È dunque evidente che, se non sottoposti a restrizione, gli indagati proseguirebbero nell’attività illecita, visto anche il cospicuo ritorno economico assicurato”.
Intercettazioni – Tra gli atti dell’inchiesta figurano numerose conversazioni intercettate. In una di queste, una ragazza – che avrebbe avuto rapporti con alcuni calciatori – cerca “di risalire alla data” di un incontro per individuare il “partner con cui ha concepito il figlio”.
Il quadro accusatorio – Secondo la Procura, il gruppo avrebbe promosso un’attività strutturata finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con conseguente autoriciclaggio dei proventi. Un sistema che si reggeva su una rete articolata di contatti: dagli organizzatori agli addetti alle pubbliche relazioni, fino agli autisti e ai bodyguard, tutti coinvolti nella gestione degli eventi e della clientela.

