Caserta – I pagamenti non arrivano e, con il passare dei mesi, cresce la pressione di chi attende un sostegno indispensabile per l’assistenza quotidiana ai propri familiari non autosufficienti. Gli assegni di cura relativi agli anni 2024 e 2025 risultano ancora fermi, mentre le famiglie si ritrovano a fronteggiare da sole costi e difficoltà sempre più pesanti.
La denuncia – A sollevare il caso è l’avvocato Maurizio Del Rosso, già consigliere comunale di Caserta, che ha inviato una formale richiesta di chiarimenti al Comune e al distretto C01. “Da mesi numerose famiglie del territorio attendono il pagamento degli assegni di cura relativi agli anni 2024 e 2025. Si tratta di un ritardo grave e incomprensibile, soprattutto alla luce del fatto che le risorse risultano già trasferite dalla Regione Campania”.
Il peso sui nuclei familiari – Il nodo, sottolinea Del Rosso, non è soltanto amministrativo ma incide direttamente sulla vita delle persone. “Gli assegni di cura non sono un contributo accessorio, ma rappresentano un sostegno fondamentale per persone non autosufficienti e per le loro famiglie. Dietro questi ritardi ci sono storie concrete, difficoltà quotidiane, famiglie lasciate sole ad affrontare situazioni complesse e spesso drammatiche”.
Le possibili responsabilità – L’avvocato richiama poi precedenti che potrebbero avere conseguenze anche sul piano legale. “Non è la prima volta che si registrano ritardi di questo tipo. Il Comune è già stato destinatario di condanne per situazioni analoghe. Continuare a non intervenire significa esporsi a nuovi contenziosi e a richieste di risarcimento, oltre a determinare un evidente danno per la collettività”.
La richiesta di intervento – Da qui l’appello rivolto ai commissari prefettizi e al distretto regionale affinché si attivi un’azione immediata. “È necessario che il Comune, il Distretto e i soggetti coinvolti nella gestione del servizio si attivino immediatamente per sbloccare i pagamenti e fornire tempi certi ai beneficiari. Non è più accettabile che inefficienze amministrative ricadano su chi si trova già in condizioni di fragilità”. “Serve chiarezza — conclude — ma soprattutto serve responsabilità. I diritti delle persone più deboli devono essere garantiti senza ulteriori ritardi”.

