Aversa (Caserta) – Ad oltre due anni dagli avvisi di garanzia per 22 presunti “furbetti del cartellino” al Comune di Aversa, stamani, nel corso dell’udienza predibattimentale celebrata al Tribunale di Napoli Nord, il giudice Fabrizio Forte ha prosciolto il primo dirigente Giovanni Gangi, il funzionario Tommaso Mastronardi e la funzionaria Cristina Accardo da tutte le imputazioni loro ascritte con la formula “il fatto non sussiste”. I tre, già sottoposti alla misura cautelare del divieto di dimora, sono stati difesi dall’avvocato penalista Roberto Imperatore.
L’inchiesta – I dipendenti furono indagati nel gennaio 2024 nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Napoli Nord e condotta dalla Guardia di Finanza su alcuni casi di assenteismo all’interno del palazzo municipale. Secondo l’ipotesi accusatoria, supportata anche da immagini registrate tramite videocamere nascoste, alcuni indagati avrebbero timbrato il cartellino non solo per sé stessi ma anche per colleghi assenti, che avrebbero poi ricambiato il favore in altre occasioni.
Due assolti con rito abbreviato – Nell’ambito del procedimento, alcuni imputati hanno scelto il rito ordinario, altri quello abbreviato, tra cui Francesca Cinquegrana, assistita dall’avvocato Nando Trasacco, e Raffaele Maddalena, difeso dall’avvocato Mario Griffo, entrambi assolti con la formula “il fatto non costituisce reato”.
In 7 ammessi a progetti pubblica utilità – In sette, invece, hanno presentato istanza di messa alla prova per svolgere progetti di pubblica utilità, con udienza fissata al prossimo 9 settembre per stabilire il programma delle attività.

