Carcere Santa Maria CV, arrestato agente penitenziario: tentava di introdurre hashish e cellulari

di Redazione

Santa Maria Capua Vetere (Caserta) – Avrebbe tentato di introdurre sostanze stupefacenti all’interno della casa circondariale dove prestava servizio: per questo un poliziotto penitenziario di 57 anni è stato arrestato in flagranza di reato e posto agli arresti domiciliari, dopo la convalida del fermo da parte del giudice per le indagini preliminari.

Il tentativo di introduzione della droga – A far scattare l’intervento sono stati gli stessi colleghi dell’agente che, mentre l’uomo si accingeva a prendere servizio per il turno pomeridiano, hanno notato un voluminoso pacchetto nella tasca dei pantaloni. All’interno sono stati rinvenuti sette evidenziatori, ciascuno contenente tre involucri avvolti in cellophane con hashish, per un peso complessivo di quasi 50 grammi.

Le ulteriori scoperte – Le successive perquisizioni hanno portato al ritrovamento, nella camera della caserma agenti riservata al poliziotto, di quattro microcellulari completi di sim e caricabatterie, imballati e presumibilmente destinati all’introduzione in istituto. Sequestrati anche 1.500 euro in contanti e alcuni pizzini.

La versione dell’indagato – Il poliziotto ha dichiarato di non conoscere il contenuto degli involucri, sostenendo che gli sarebbero stati consegnati dal padre di un detenuto con l’incarico di recapitarli a un altro agente penitenziario, la cui identità però non è stata indicata. Una ricostruzione ritenuta non attendibile dall’autorità giudiziaria.

La posizione dell’Uspp – Dura la reazione del sindacato di categoria. “Un fatto gravissimo che contrasta a pieno con i principi di legalità e onestà che ogni giorno guidano il lavoro della totale maggioranza dei nostri agenti, che nei 200 istituti penitenziari del paese portano avanti con sacrificio ed abnegazione i principi di legalità”, commentano Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, rispettivamente presidente nazionale e segretario regionale dell’Uspp. “Gli agenti che si macchiano di questi reati – continuano – vanno intercettati e allontanati immediatamente, perché non solo hanno tradito lo Stato, ma anche la fiducia dei propri colleghi, quindi non sono degni di indossare la nostra uniforme e mettono a repentaglio la sicurezza interna dell’istituto”.

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