Casal di Principe (Caserta) – Un richiamo forte alla tutela dei diritti delle persone fragili arriva dalla consigliera comunale Lia Caterino che pone l’attenzione sul complesso percorso affrontato dai malati e dalle loro famiglie, evidenziando la necessità di superare il limite dei tre anni previsto per il Ptri, il Progetto Terapeutico Riabilitativo Individualizzato.
“Quando la malattia entra nella vita di una persona o di una famiglia, non basta affrontare la diagnosi. Inizia un percorso complesso, spesso lungo e faticoso, fatto di visite, certificazioni, domande amministrative, attese e accesso ai servizi. Un percorso che si muove su due binari paralleli: da una parte quello sanitario e territoriale, necessario per curarsi ed essere assistiti; dall’altra quello amministrativo e previdenziale, indispensabile per il riconoscimento dei diritti”, sottolinea Caterino.
Il percorso assistenziale – Al centro del messaggio vi è il funzionamento del sistema dei servizi territoriali, fondamentale quando il bisogno assistenziale diventa significativo. Non bastano, infatti, i soli riconoscimenti economici: è necessario accedere alla Pua, la Porta Unica di Accesso, e alla Uvi, l’Unità di Valutazione Integrata, organismi chiamati a valutare i bisogni della persona e a costruire una risposta adeguata.
Ptri e limite triennale – Da questo iter nasce il Ptri, uno strumento che non si limita a un contributo economico ma rappresenta un vero e proprio progetto di vita. Attraverso il cosiddetto “budget di salute”, il sistema pubblico garantisce assistenza, operatori e servizi costruiti su misura per la persona, con l’obiettivo di favorire cura, autonomia e inclusione. Il punto critico evidenziato dalla consigliera riguarda il vincolo temporale attualmente previsto: il Ptri può avere una durata massima di tre anni. Un limite ritenuto “illogico e ingiusto”, soprattutto nei casi di malattie degenerative, croniche e non reversibili, in cui il bisogno assistenziale è destinato a protrarsi nel tempo. “La malattia non finisce dopo tre anni. E allora nemmeno i diritti possono avere una scadenza. La dignità delle persone non può essere sottoposta a un termine burocratico”, è il messaggio che il reel lancia con forza.
L’azione di Oliviero – Su questo fronte si inserisce anche l’azione dell’onorevole Gennaro Oliviero, insieme al gruppo “A Testa Alta”, che continua a chiedere l’eliminazione del limite triennale previsto per il Ptri. Una battaglia portata avanti da tempo: già nel 2025 era stata avanzata la richiesta di superare questo vincolo, riproposta nel 2026 sia in Consiglio regionale sia nei territori, attraverso il confronto con famiglie, associazioni e cittadini.
L’obiettivo – Garantire una reale continuità assistenziale a chi vive condizioni di malattia e fragilità, evitando che percorsi essenziali di cura, autonomia e dignità vengano interrotti da una scadenza burocratica. Perché, come evidenziato nel messaggio della consigliera, davanti alla malattia non serve soltanto una risposta sanitaria, ma un sistema capace di accompagnare la persona nel tempo con serietà, umanità e continuità. GUARDA IL VIDEO: CLICCA QUI

