Ischia (Napoli) – Una lingua di fuoco che nella notte ha risalito il versante del Monte Epomeo, spingendosi fino a sfiorare alcune abitazioni e lasciando dietro di sé quasi 10 ettari di vegetazione mediterranea distrutti. È il bilancio dell’incendio divampato tra Ciglio e Serrara Fontana, domato dopo ore di lavoro serrato dalle squadre a terra.
L’intervento e i numeri dell’incendio – Secondo quanto comunicato dall’assessora alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, il rogo ha interessato 92.202 metri quadrati di superficie, per un perimetro complessivo di 2.444 metri lineari. Le operazioni di spegnimento sono state coordinate dal competente settore regionale e si sono protratte per tutta la notte, in condizioni particolarmente complesse per l’assenza di luce e quindi di mezzi aerei. Determinante il lavoro da terra: sul posto hanno operato 20 uomini del corpo nazionale dei vigili del fuoco, con rinforzi giunti da Napoli, 22 volontari dell’antincendio boschivo e squadre della Protezione Civile regionale e del coordinamento Aib.
Fiamme contenute, area sotto monitoraggio – «Un intervento tempestivo – ha commentato stamani Zabatta – che, grazie ad un massiccio impiego di operatori e volontari formati da terra, ha consentito di contenere il fuoco già nel corso della notte, in assenza di luce operativa che consente l’utilizzo dei mezzi aerei, quando le fiamme hanno destato preoccupazione poiché hanno lambito alcune abitazioni. Già questa mattina il drone con camera termica – ha spiegato l’assessora – non rilevava più punti di fuoco, ma solo fumi residui. E non è stato quindi necessario il coinvolgimento del nostro elicottero: l’incendio, al momento, è sotto controllo, ma continua il monitoraggio delle nostre squadre». Il vento di maestrale e la conformazione impervia del territorio hanno alimentato il fronte del fuoco, rendendo più difficili le operazioni e imponendo un presidio costante per evitare riprese.
Un territorio già colpito – L’episodio arriva a soli tre giorni da un altro incendio sviluppatosi nello stesso versante meridionale dell’isola. Un’area già più volte segnata da roghi negli ultimi anni, da Succhivo fino alle pendici del Monte Epomeo, spesso con pesanti conseguenze ambientali e interventi dei Canadair.
La denuncia della sindaca – La sindaca di Serrara Fontana, Irene Iacono, annuncia una linea dura: «È inaccettabile tutto questo. È un territorio devastato, distrutto, e d’ora innanzi andremo per la strada della tolleranza zero. Non si può mettere a repentaglio la vita delle persone, ci sono abitazioni in pericolo. Chi ha visto qualcosa parli, non si può essere omertosi davanti a questo scempio». «Il fuoco non si accende da solo, questo è l’unico dato certo che abbiamo – ha concluso Iacono – L’evento che capita una tantum si accetta, ma al secondo, al terzo, al quarto episodio bisogna interrogarsi seriamente. O c’è qualcuno che si diverte ad appiccare incendi oppure c’è dell’altro».
L’allarme incendi in Campania – «Purtroppo sono troppi gli incendi che negli anni hanno interessato la nostra regione – spiega l’assessora – i dati di Legambiente, ma anche quelli del Piano regionale antincendio boschivo, dimostrano l’impatto enorme che i roghi hanno sui nostri ecosistemi (suolo, paesaggi e comunità). Proprio oggi, al Forum Foreste di Legambiente che si è svolto presso la sede dell’ente Riserve Naturali Regionali di Foce Volturno, al quale ho partecipato, è emerso che dal 2003 al 2023 in Campania si sono registrati 58.140 incendi con 115.383 ettari bruciati. Eppure abbiamo nella nostra regione 491.259 ettari di bosco, pari al 35,9% del territorio. Una risorsa indubbiamente da salvaguardare e tutelare».
«Noi lo facciamo con il nostro Piano regionale dell’antincendio boschivo, formando volontari esperti anche con i corsi della Scuola regionale di Protezione Civile Ernesto Calcara, coordinando le attività in emergenza, ma è necessario fare di più in prevenzione, con l’impegno di tutt – aggiunge – Considerato che, purtroppo, quest’anno gli incendi hanno iniziato ad interessare le nostre aree boschive già dal giorno di Pasqua, quindi ben prima dell’avvio del periodo di massima pericolosità (che inizia il 15 giugno), auspico che le misure previste in quella fase vengano adottate sin da ora, con grande senso di responsabilità da parte di tutti».
Prevenzione e comportamenti a rischio – L’assessora richiama infine all’attenzione sui comportamenti da evitare: «Ricordo l’importanza di evitare, ad esempio, la combustione dei residui vegetali agricoli e forestali e l’abbruciamento delle stoppie ed erbe infestanti; di evitare l’utilizzo di fuochi pirotecnici o l’accensione di fuochi all’aperto nei boschi e nei pascoli; di limitare l’uso di motori o brace che producano faville; di evitare di fumare o compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo immediato di incendio, come gettare fiammiferi o sigarette accese; nonché di evitare di sostare con autoveicoli su viabilità non asfaltata all’interno di aree boscate». IN ALTO IL VIDEO

