Il conflitto in Medio Oriente continua ad allargarsi, coinvolgendo direttamente Iran, Stati Uniti e Israele e trascinando con sé effetti militari, economici e diplomatici sempre più evidenti. Nelle ultime ore si è registrata una nuova escalation che intreccia operazioni sul campo, crisi energetica e frizioni tra alleati.
Raid Usa in Iran: colpito deposito a Isfahan – Gli Stati Uniti hanno attaccato un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan utilizzando bombe bunker da 2mila libbre, pari a circa 900 chilogrammi. Il presidente Donald Trump ha diffuso sul social Truth un video che mostrerebbe una sequenza di esplosioni nella notte, ritenute da fonti americane riconducibili all’operazione militare.
Contrattacco iraniano e tensioni nei porti del Golfo – L’Iran ha risposto colpendo una petroliera del Kuwait nel porto di Dubai. L’attacco ha provocato un incendio senza causare vittime, ma ha avuto immediate ripercussioni sui mercati energetici. Il Brent è salito fino a sfiorare i 115,49 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha raggiunto quota 106,86 dollari, con un incremento fino al 3,9%.
Hormuz, pedaggi e traffico marittimo a rischio – Il Parlamento iraniano ha approvato l’introduzione di un pedaggio per le navi in transito nello Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui passa circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto. Secondo quanto riportato, alcune compagnie avrebbero già pagato somme milionarie per garantire il passaggio. Teheran rivendica un “ruolo sovrano” nello stretto, aprendo a una gestione condivisa con l’Oman.
Strategia Usa: operazione breve e pressione diplomatica – Washington punterebbe a concludere la campagna militare in tempi relativamente brevi, anche nell’ipotesi di uno stretto parzialmente chiuso. L’obiettivo dichiarato è indebolire le capacità missilistiche e navali iraniane, rinviando a una fase successiva il ripristino completo della navigazione. Gli Stati Uniti intendono poi coinvolgere partner europei e Paesi del Golfo per garantire la riapertura del traffico.
Trump: “Distruzione totale, non resteremo a lungo” – “In Iran, gli Stati Uniti non resteranno ancora per molto. Li stiamo distruggendo completamente in questo momento, è una distruzione totale”, ha dichiarato Donald Trump al New York Post. “Non dovremo restare ancora a lungo, ma abbiamo ancora del lavoro da fare per eliminare la loro offensiva”.
Regno Unito rafforza la presenza militare – Londra ha annunciato l’invio di truppe e sistemi di difesa aerea in Arabia Saudita, Bahrein e Kuwait, oltre all’estensione dell’impiego dei caccia Typhoon in Qatar. Il ministro della Difesa britannico John Healey ha dichiarato: “Il mio messaggio ai partner del Golfo è: il meglio del Regno Unito vi aiuterà a difendere i vostri cieli”. Il governo britannico ribadisce la natura difensiva delle operazioni e la volontà di non essere trascinato nel conflitto.
Italia nega l’uso della base di Sigonella – Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha vietato agli Stati Uniti l’utilizzo della base di Sigonella, in Sicilia, per operazioni dirette verso il Medio Oriente. La decisione è stata presa dopo aver appreso di un piano di volo che prevedeva l’atterraggio di bombardieri americani senza preventiva autorizzazione e al di fuori dei trattati in vigore. Per operazioni di questo tipo sarebbe necessario un passaggio parlamentare.
Scontro diplomatico tra Usa e Francia – Nuove tensioni si registrano tra Washington e Parigi. “La Francia non ha permesso agli aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il proprio territorio. La Francia si è dimostrata molto poco collaborativa. Gli Stati Uniti se ne ricorderanno!!!”, ha scritto Donald Trump su Truth. Dall’Eliseo arrivano smentite e sorpresa per le dichiarazioni, con fonti francesi che assicurano che la posizione del Paese non è cambiata dall’inizio del conflitto. “Contrariamente a quanto affermato dal presidente americano, Donald Trump, la Francia non ha vietato il sorvolo del suo spazio aereo agli aerei militari americani”: lo assicura una fonte militare francese alla tv Bfm. La stessa fonte fa sapere che “le condizioni restano le stesse per gli atterraggi: solo gli aerei di trasporto logistico – spiega – possono atterrare nelle basi di Istres e Avord”.
Crisi energetica: prezzi in forte aumento in Europa – “Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell’Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio. In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alla già pesante fattura dell’Unione per i combustibili fossili”, ha dichiarato il commissario europeo all’energia Dan Jorgensen. “Questi numeri dipingono un quadro molto chiaro… ci troviamo di fronte a una situazione molto grave”.
Proposta di pace di Cina e Pakistan – Cina e Pakistan si propongono come mediatori con un piano in cinque punti che prevede cessate il fuoco immediato, avvio di negoziati, stop agli attacchi contro civili e infrastrutture energetiche, ripristino della sicurezza nello Stretto di Hormuz e un accordo sostenuto dall’Onu. L’iniziativa è stata annunciata dopo l’incontro tra i ministri Wang Yi e Ishaq Dar.
Raid israeliani su Teheran e blackout – L’esercito israeliano ha dichiarato di aver completato una nuova ondata di raid su Teheran, colpendo infrastrutture considerate strategiche. Secondo i media iraniani, gli attacchi hanno causato interruzioni di corrente in diverse aree della capitale.
Legge israeliana sulla pena di morte: critiche Ue – Gli Stati Uniti hanno dichiarato di rispettare il diritto di Israele di determinare le proprie leggi, dopo l’introduzione della pena di morte per i palestinesi condannati per omicidio. L’Unione Europea ha espresso “grande preoccupazione”, definendo la misura “un passo indietro” con una “natura discriminatoria”.
Unicef: oltre 340 bambini uccisi – Il bilancio umanitario continua ad aggravarsi. Secondo l’Unicef, dall’inizio dell’escalation sono stati uccisi oltre 340 bambini e migliaia sono rimasti feriti. Tra i casi più gravi, l’attacco a una scuola in Iran nel primo giorno di guerra ha causato la morte di 168 minori. Le violenze hanno colpito anche Libano, Israele, Kuwait, Bahrein e Giordania.
Pressioni sull’energia e appelli alla difesa autonoma – In un nuovo intervento, Donald Trump ha invitato gli alleati a “difendersi da soli” e a reperire autonomamente le risorse energetiche, suggerendo di acquistare carburante dagli Stati Uniti. “L’Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta”, ha scritto.
Diplomazia europea e ruolo dell’Onu – Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa è impegnato in una serie di contatti con i principali attori regionali e con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, per favorire una de-escalation e il rispetto del diritto internazionale. Teheran non esclude un possibile ruolo delle Nazioni Unite per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Uranio iraniano e timori strategici – Secondo Donald Trump, l’uranio arricchito iraniano sarebbe “sepolto così in profondità che sarà molto difficile per chiunque rimuoverlo”, mentre l’amministrazione americana avrebbe valutato un’operazione per recuperare oltre 450 chilogrammi di materiale nucleare.

