Campania, stop retroattivo a 57 corsi formativi: verso lo stato di agitazione

di Redazione

Napoli – Una sospensione retroattiva che blocca 57 percorsi formativi e apre un fronte diretto con la Regione Campania. Il Movimento Libero e Autonomo delle scuole di formazione autofinanziate annuncia l’invio di una “formale richiesta di chiarimenti alla Commissione Trasparenza”, mettendo in fila una serie di criticità che investono metodo e merito della decisione e lasciando sul tavolo la possibilità di uno stato di agitazione dell’intero comparto.

Al centro dello scontro, un provvedimento che – pur adottato il 30 marzo – dispone effetti a partire dal 29 marzo 2026, incidendo su percorsi già in fase di attivazione o avvio. Una scelta che arriva mentre si sbloccano i corsi Oss, attesi da mesi, e che contemporaneamente congela profili ad alta domanda come Osa, Asacom e Animatore Sociale. Il risultato, secondo gli operatori, è un sistema che procede per strappi, senza una visione condivisa e senza un confronto preventivo con chi opera quotidianamente nel settore.

Il tema si inserisce in un contesto già fragile, segnato dalle incertezze legate al Programma Gol, fermo da mesi e considerato uno snodo cruciale per la tenuta occupazionale e organizzativa degli enti di formazione. La combinazione tra stop ai programmi e provvedimenti improvvisi rischia di “produrre effetti strutturali sull’intero comparto”.

Nella missiva inviata alle istituzioni e agli organi di stampa, il segretario politico Nicola Troisi entra nel merito delle contestazioni, partendo dalla coincidenza tra avvio degli Oss e blocco degli altri percorsi. “L’avvio dei corsi Oss coincide con la sospensione di 57 percorsi formativi”, afferma Troisi, sottolineando come “una coincidenza che impone una domanda semplice: qual è la ratio amministrativa di questa scelta?”.

Il nodo, però, non è solo tecnico. “Le rappresentanze datoriali non sono state convocate né coinvolte in alcun tavolo di confronto”, attacca Troisi, evidenziando un metodo che esclude sistematicamente il dialogo con il settore. Una scelta che, secondo il Movimento, incide direttamente su programmazione, investimenti e prospettive occupazionali delle agenzie formative.

Sul piano operativo, le conseguenze sono già evidenti. “Si determina di fatto un blocco economico e un’interruzione di servizi già programmati”, sostiene Troisi, evidenziando come le scuole si trovino “impossibilitate nel dare informazioni precise e puntuali agli utenti”, spesso già iscritti o in attesa di avvio dei corsi.

Il passaggio più critico riguarda però la retroattività del provvedimento. “Un atto pubblicato in data 30 con efficacia retroattiva al 29 introduce un profilo di evidente anomalia”, osserva Troisi, ponendo una questione giuridica netta: “Su quale presupposto si fonda una retroattività di questo tipo?”.

Una domanda che si intreccia con il rischio di contenziosi e con un danno reputazionale che, secondo il Movimento, non colpisce solo gli enti ma anche l’amministrazione regionale stessa. “Il danno di immagine non riguarda la sola agenzia esposta ma anche la stessa Regione”, afferma Troisi, indicando una responsabilità che travalica il singolo provvedimento. Il quadro delineato nella lettera è quello di un settore che chiede chiarezza e regole certe, in un momento in cui la formazione professionale rappresenta un asset strategico per il lavoro e lo sviluppo territoriale. La richiesta è esplicita: chiarimenti documentati, motivazioni amministrative e attivazione immediata di un confronto istituzionale.

In assenza di risposte, la linea è già tracciata. Il Movimento Libero e Autonomo, insieme ad altre sigle, si riserva di promuovere uno stato di agitazione nelle prossime settimane, con la possibilità concreta di uno sciopero che coinvolga l’intero comparto della formazione professionale in Campania.

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