Mondragone, “Giustizia per Luigi Petrella”: familiari dicono no al rito abbreviato per imputato

di Massimiliano Ive

Mondragone (Caserta) – La città di Mondragone in queste ore si sta stringendo attorno alla famiglia di Luigi Petrella, in particolar modo alla mamma, Rita Di Leone. Mercoledì 1 aprile verrà avviato il procedimento giudiziario presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dove è in programma l’udienza preliminare a carico di Pietro Cascarino, 54 anni, già noto alle cronache giudiziarie del litorale domitio, accusato di omicidio volontario ai danni del 16enne.

Giovane e promettente calciatore, Luigi Petrella il 27 giugno 2025 venne sbalzato dal suo scooter, mentre percorreva via Padule, dall’auto su cui viaggiavano Cascarino (scarcerato da poco) e un altro uomo. Cascarino si allontanò dal luogo e fu poi fermato dalla Polfer a Perugia, dove aveva provato a fuggire in treno.

Sui social i mondragonesi stanno cercando di esprimere la loro vicinanza, ma anche il loro dissenso civico rispetto allo spettro di una decisione da “discount della giustizia”. Questo perché sussiste la possibilità per l’imputato di avvalersi del giudizio abbreviato con le dovute conseguenze del caso. I legali della famiglia Petrella – gli avvocati Sergio Pisani, Filippo Romano e Mario Daniele Marotta – hanno annunciato l’intenzione di opporsi a un eventuale ricorso al rito abbreviato. Questo perché con tale procedura prevista dall’articolo 438 del Codice di procedura penale potrebbero generarsi delle occasioni a vantaggio di chi è accusato. Tale percorso giudiziale speciale consentirebbe, infatti, di ridurre i tempi del processo, azzerando il dibattimento, ma che potrebbe, come contraltare, essere conveniente per chi ha commesso il fatto contestato, in quanto in caso di condanna, l’imputato potrebbe, a sua volta, beneficiare della riduzione di 1/3 della pena in caso di delitto. Questo in base a quanto prevede l’articolo 442 del codice penale. Scegliere il giudizio abbreviato non corrisponde ad un’ammissione delle proprie colpe da parte dell’imputato.

Inoltre, in caso di sentenza di condanna l’imputato potrebbe ricorrere in appello, aprendo il secondo grado di giudizio, con la rimodulazione o conferma del verdetto di primo grado. Se poi l’imputato fosse disposto a rinunciare all’appello, la pena potrebbe essere ulteriormente ridotta di un sesto. Novità, questa, introdotta dalla riforma Cartabia per disincentivare le impugnazioni. Con la legge 12 aprile 2019, numero 33, è stato, però, introdotto il comma 1 bis all’articolo 438 del codice di procedura penale. Questo comma esclude la possibilità di chiedere il giudizio abbreviato per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo. Ciò significa che per l’omicidio premeditato, o quello commesso per futili motivi con crudeltà, o ancora l’omicidio dei genitori o dei figli, o quello compiuto da un latitante per sottrarsi all’arresto, o ancora commesso in occasione di reati come la violenza sessuale, i maltrattamenti in famiglia e lo stalking non è consentito di accedere all’abbreviato.

Dunque, la posizione della famiglia della vittima è contraria a tale ipotesi sostenendo il “no al rito abbreviato”. In queste ore, in città, amici, conoscenti e tante persone che hanno incrociato la famiglia Petrella hanno deciso di mobilitarsi, anche per ribadire ai giudici che la vita di un ragazzo recisa improvvisamente e finita su un marciapiede di via Padule, non può essere oggetto di sconti da mercatino dell’usato o da saldi invernali.

Anche sui mezzi di informazione del litorale domitio sta circolando l’immagine “Giustizia per Luigi”, al fine di smuovere la coscienza di tanti mondragonesi che sono stanchi di queste tragedie che potevano e possono essere evitate. Anche l’ex assessora e candidata a sindaco di Castel Volturno, Anastasia Petrella, cugina di entrambi i genitori di Luigi, Daniele Petrella e Rita Di Leone, con un post sui social, pubblicato la domenica delle Palme ha ribadito: “Mio nipote Luigi è stato barbaramente investito e lasciato in una pozza di sangue, quindi volutamente abbandonato verso la tragica morte. L’imputato chiede il rito abbreviato (…) per noi sarebbe una beffa per l’immenso danno subito”. “Vogliamo giustizia, non vendetta. Nulla ci restituirà Luigi, ma almeno concedeteci il lusso di potere onorare la sua memoria con un giusto processo”.

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