Donna e bimbo di un anno trovati morti in un laghetto

di Redazione

Due corpi che affiorano sull’acqua e l’allarme lanciato da un passante: è da qui che prende forma il dramma scoperto nel primo pomeriggio di sabato 28 marzo a Castelguglielmo (Rovigo), in via Perarolo, dove una donna e un bambino di meno di un anno sono stati recuperati senza vita da un bacino di laminazione.

Il ritrovamento – A notare i corpi galleggianti è stato un passante che ha immediatamente allertato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Rovigo, supportati dai sommozzatori arrivati con l’elicottero del reparto volo di Bologna. Le operazioni di recupero sono state effettuate dal personale di terra, mentre i nuclei specializzati hanno avviato una perlustrazione accurata dello specchio d’acqua. Nonostante i tentativi di rianimazione, il medico legale ha potuto solo constatare il decesso della donna e del piccolo.

Le operazioni di soccorso – In via Perarolo hanno operato anche i sommozzatori del nucleo regionale del Veneto, impegnati a escludere la presenza di altre persone nel bacino. Sul posto anche i carabinieri, chiamati a ricostruire quanto accaduto e a coordinare gli accertamenti investigativi. L’area, una zona di campagna poco frequentata nei pressi dello svincolo della Statale 434, è stata transennata per consentire i rilievi.

Le prime informazioni – Le notizie iniziali restano frammentarie. Le vittime, non ancora identificate, potrebbero essere di nazionalità cinese. La donna avrebbe un’età compresa tra i 30 e i 40 anni, mentre il bambino meno di 12 mesi. Solo con l’identificazione sarà possibile chiarire anche il loro legame, se si tratti effettivamente di madre e figlio. Nelle vicinanze del laghetto è stato trovato un passeggino, elemento che potrebbe rivelarsi decisivo per ricostruire la dinamica.

Le ipotesi al vaglio – Al momento nessuna pista viene esclusa. Gli investigatori stanno valutando sia l’ipotesi dell’incidente – con una possibile caduta in acqua, forse favorita dal terreno reso scivoloso dal fango dopo le piogge – sia quella di un gesto volontario. Sui corpi non sarebbero stati riscontrati evidenti segni di violenza. La posizione isolata del bacino, a ridosso della zona industriale e lontano dal centro abitato, aggiunge ulteriori elementi di complessità a un quadro ancora tutto da chiarire.

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