‘Ndrangheta, operazione “Libeccio”: 19 arresti, colpite tre cosche

di Redazione

Un nuovo colpo alla criminalità organizzata nel Crotonese: all’alba i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 19 persone, ritenute legate alla ’ndrangheta e coinvolte, a vario titolo, in un sistema di estorsioni, traffico di droga e altre attività illecite radicate nel territorio. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro su richiesta della direzione distrettuale antimafia, ha disposto 18 arresti in carcere e uno ai domiciliari. Cinque degli indagati erano già detenuti per altre cause.

L’operazione “Libeccio” – L’attività investigativa, denominata Libeccio, è stata eseguita dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Crotone, insieme ai militari del reparto anticrimine di Catanzaro del raggruppamento operativo speciale e della sezione operativa del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Crotone. Alle operazioni hanno collaborato anche i comandi provinciali di Cosenza e Catanzaro, con il supporto del nucleo cinofili, dell’ottavo nucleo elicotteri e dello squadrone eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia.

Arresti e perquisizioni – I provvedimenti sono stati eseguiti tra Crotone e Isola di Capo Rizzuto e all’interno di diverse strutture carcerarie italiane: Tolmezzo (Udine), Spoleto (Perugia), Cassino (Frosinone), Napoli Secondigliano e Catanzaro Siano. Contestualmente, sono stati notificati anche 19 decreti di perquisizione con le relative informative di garanzia agli indagati. Le accuse contestate, a vario titolo, sono associazione di tipo mafioso, estorsione, rapina impropria, accesso indebito ai dispositivi idonei alla comunicazione da parte dei detenuti e reati in materia di sostanze stupefacenti anche in forma associativa, aggravati dal metodo o dalle finalità mafiose.

Le cosche coinvolte – Le indagini si sono concentrate sulle dinamiche della ’ndrangheta isolitana, in particolare sulle cosche Arena e Manfredi, documentando anche il ruolo di nuovi soggetti inseriti negli organigrammi criminali accanto a elementi storici dell’organizzazione. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la struttura mafiosa avrebbe mostrato una notevole capacità di riorganizzarsi dopo le recenti operazioni di polizia che avevano colpito il gruppo nel corso del 2025 e all’inizio dell’anno.

Le indagini – L’inchiesta è stata sviluppata tra gennaio 2024 e luglio 2025 attraverso attività di osservazione, pedinamenti e controlli, oltre a intercettazioni telefoniche, ambientali e tramite captatori informatici. Un contributo alle indagini è arrivato anche dalle dichiarazioni di undici collaboratori di giustizia. L’attività investigativa si collega inoltre alle precedenti operazioni Blizzard-Folgore e Black Flower, che avevano già interessato le cosche operanti nel territorio di Isola di Capo Rizzuto.

Estorsioni e traffico di droga – Gli investigatori avrebbero raccolto gravi indizi su diversi episodi estorsivi aggravati dal metodo mafioso. Tra le vittime figurano un circo itinerante rimasto per alcuni giorni a Isola di Capo Rizzuto nel giugno 2024, un panificio, un supermercato appartenente a una nota catena internazionale, un’impresa edile locale e un’azienda della provincia di Messina che noleggiava mezzi a una società salernitana impegnata nel territorio nella realizzazione di impianti elettrici. In quest’ultimo caso sarebbero stati danneggiati diversi veicoli, con un danno complessivo stimato in circa 500mila euro.

La “bacinella” per i detenuti – L’inchiesta avrebbe inoltre documentato l’esistenza di una cassa comune, la cosiddetta “bacinella”, utilizzata per sostenere economicamente le famiglie degli affiliati detenuti e per pagare le spese legali. Le risorse, secondo gli investigatori, sarebbero state alimentate soprattutto dal traffico di hashish ed eroina, con canali di approvvigionamento individuati tra Napoli, Reggio Calabria e ambienti albanesi attivi nella periferia milanese. Proprio nell’ambito delle indagini era stato sequestrato oltre un chilo di eroina l’8 ottobre 2024 dai carabinieri della compagnia di Scandicci, su richiesta degli investigatori. La droga sarebbe stata poi distribuita in tutta la provincia di Crotone, con un aumento delle attività soprattutto nei periodi estivi e durante le festività natalizie e pasquali. IN ALTO IL VIDEO

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