Aversa (Caserta) – Un appuntamento che intreccia letteratura, teatro e riflessione civile, riportando al centro il valore della memoria e il peso dei legami familiari. Fabio Brescia presenterà il suo libro Il caffè nelle tazzine belle, benerdì 6 marzo, alle ore 10, al teatro Sebeto (ex Civico 103), in piazzetta Lucarelli.
Dopo l’introduzione della presidente dell’associazione ArteDonna, Rachele Arena, sono previsti i saluti istituzionali del sindaco di Aversa, Francesco Matacena, dell’assessore alla Cultura, Ugo Rufino, e dell’assessora alle Politiche sociali, Giulia Luriello. L’autore dialogherà con la giornalista Annamaria Iodice, de Il Mattino, e con Elvira Ariano, filologa e artista. Interverranno don Carmine Schiavone, direttore della Caritas della Diocesi di Aversa e delegato della Caritas regionale, e Mattia Maria Menale, capo redattore di Contrasto Tv. Le letture saranno affidate a Titti Spanò, scrittrice e attrice. Previsti anche momenti di confronto diretto con il pubblico.
L’autore – Attore, conduttore e regista, Brescia è autore di sette romanzi, tra cui La ragazza di Terezin e Lilium per Homo Scrivens. Sul piccolo schermo interpreta il killer della fiction Blackout per Rai; ha inoltre lavorato a L’ombra di Caravaggio e Eterno Visionario di Michele Placido, oltre che nella fiction Sara su Netflix. Lavora stabilmente al Teatro Bracco ed è speaker radiofonico, conducendo un programma quotidiano su Radio Marte.
Il cuore del romanzo – Al centro del libro c’è la demenza senile, affrontata non solo come malattia ma come territorio fragile della memoria. Il testo richiama idealmente una celebre battuta del personaggio Clotilde in Ferdinando di Annibale Ruccello: “Chi non ha passato non ha nemmeno futuro”. La storia si sviluppa come una saga familiare attraversata da ombre che cercano luce, senza offrire soluzioni precostituite ma invitando alla riflessione. La cultura e il ricordo, nel racconto, diventano strumenti capaci di opporsi all’erosione della memoria, trasformando la passione in un argine contro l’oblio.
La trama – Mario, affetto da demenza senile, custodisce segreti familiari che riaffiorano a tratti, incrinando un equilibrio solo apparente. Il figlio Edoardo, cinquantenne in crisi, affronta la separazione, il ritorno di antichi amori e il senso del dovere verso un padre sempre avaro di carezze ma mai di consigli. Anna, la governante, porta con sé dolori che il tempo non ha cancellato. Ne emerge il ritratto di una famiglia “normale” solo in superficie, dietro cui si nascondono verità e ricordi capaci di cambiare il presente. Una storia che parla a molti, perché le fragilità raccontate sono comuni e universali.

