Un’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli Nord e condotta dalla Guardia di finanza, ha portato alla contestazione di una presunta associazione per delinquere, attiva nel Casertano, finalizzata all’ottenimento illecito di prestazioni assistenziali Inps. Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo avrebbe messo in piedi un sistema basato su certificazioni mediche ritenute false, attestanti patologie inesistenti, per consentire a soggetti privi dei requisiti di accedere ai benefici economici previsti per l’invalidità civile.
Al centro dell’inchiesta vi sarebbe un Caf – centro di assistenza fiscale con sede a Casal di Principe, indicato come punto di raccolta delle pratiche e snodo operativo per la predisposizione delle istanze all’ente previdenziale. L’obiettivo, secondo la Procura, sarebbe stato quello di superare i controlli amministrativi attraverso documentazione sanitaria irregolare, poi utilizzata anche in eventuali contenziosi civili nati dal diniego delle prestazioni.
Dopo le richieste di arresto di sette tra i 18 complessivi indagati, nelle scorse ore il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha fissato gli interrogatori preventivi, che si susseguiranno nelle prossime settimane, durante i quali i soggetti coinvolti potranno fornire la propria versione dei fatti e replicare alle contestazioni mosse dall’accusa.
Per alcuni è stata proposta la misura degli arresti domiciliari con l’accusa di far parte dell’associazione; per altri, ritenuti estranei al presunto sodalizio, sono state richieste misure interdittive come la sospensione dall’esercizio della professione medica o dall’incarico di consulente tecnico dell’autorità giudiziaria. A vario titolo, vengono contestati i reati di falso materiale e falsa perizia nell’ambito delle procedure per il riconoscimento delle prestazioni assistenziali.

