Forniture sanitarie fantasma e fatture false, cinque indagati e sequestro milionario

di Redazione

Montascale e carrozzine elettriche mai arrivati ai pazienti, ma regolarmente pagati dall’ente pubblico. È su questo squilibrio, emerso dall’analisi dei conti dell’assistenza protesica, che si è sviluppata l’inchiesta della guardia di finanza, culminata con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di cinque persone, indagate a vario titolo per truffa aggravata ai danni dello Stato e dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti.

L’indagine – L’attività investigativa, condotta dai militari della compagnia di Lanciano su delega della Procura della Repubblica frentana, ha preso le mosse da un’analisi mirata sulla crescita esponenziale della spesa per l’assistenza protesica nel distretto numero 2 dell’Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Un incremento ritenuto anomalo che ha spinto gli inquirenti ad approfondire flussi contabili e forniture. Attraverso riscontri documentali, testimonianze e ricognizioni fotografiche effettuate presso le abitazioni dei pazienti, i finanzieri – coordinati dal capitano Domenico Siravo – hanno ricostruito un presunto sistema illecito articolato su più livelli.

Il meccanismo contestato – Secondo quanto emerso, ausili sanitari di elevato valore, tra cui montascale e carrozzine elettriche, venivano addebitati all’Asl senza essere mai consegnati ai destinatari. In altri casi, i dispositivi risultavano fatturati all’ente pubblico nonostante fossero già stati restituiti al fornitore. Non solo. Il profitto illecito, sempre secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe stato drenato dalle casse delle società coinvolte attraverso il pagamento di fatture per operazioni inesistenti emesse da una società “cartiera” con sede a Roma, per un ammontare complessivo superiore a 1 milione e 200mila euro.

Il danno e i sequestri – L’inchiesta ha consentito di quantificare un danno diretto per l’ente pubblico pari a 744.140,75 euro. Su richiesta della Procura, nel settembre 2025 il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanciano ha disposto il sequestro preventivo di 1.139.427,95 euro, colpendo non solo le disponibilità finanziarie degli indagati, ma anche beni conferiti in un trust costituito, secondo l’accusa, per schermare il patrimonio dalle attività investigative delle Fiamme gialle.

I soggetti coinvolti – Oltre ai responsabili delle due società operanti nel settore sanitario, tra gli indagati figurano anche alcuni funzionari dell’Asl. L’azienda sanitaria, nel procedimento, è indicata come parte offesa. IN ALTO IL VIDEO 

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