Capua, finto veterinario rimuoveva microchip e abbatteva cani: blitz di Luca Abete

di Redazione

Capua (Caserta) – Microchip rimossi per cancellare ogni traccia e la proposta di “abbattere” il cane come soluzione definitiva. È il quadro emerso dal servizio andato in onda su Striscia la Notizia, firmato dall’inviato Luca Abete, che ha documentato nel Casertano un presunto sistema illegale legato alla gestione degli animali domestici.

Al centro dell’inchiesta televisiva c’è un uomo che si presentava come veterinario, ma che – secondo quanto emerso – non sarebbe in possesso della laurea. Un sedicente professionista che, ignaro di essere ripreso dalle telecamere nascoste, si sarebbe detto disponibile a rimuovere il microchip ai cani, rendendoli di fatto irrintracciabili e complicando l’individuazione dei proprietari in caso di abbandono.

Il contesto – Il fenomeno degli abbandoni resta una piaga nazionale. Secondo il rapporto 2024 di Legambiente, in Italia ogni anno vengono lasciati per strada circa 85mila cani. La rimozione illegale del microchip – dispositivo obbligatorio per identificare l’animale e il suo proprietario – rappresenterebbe, in alcuni casi, uno strumento per eludere le responsabilità. Senza quel codice, risalire al detentore diventa molto più difficile.

Le proposte choc – Nel servizio, il finto veterinario non si sarebbe limitato alla cancellazione del microchip. A chi manifestava l’intenzione di abbandonare il cane, avrebbe prospettato una soluzione ancora più grave: «Abbattiamolo». Non solo. L’uomo si sarebbe detto pronto a sostenere di aver eseguito una Tac e di aver riscontrato un inesistente tumore alle ossa, giustificando così l’eutanasia dell’animale. Una “licenza di uccidere” costruita su una diagnosi falsa, secondo quanto documentato dalla trasmissione.

L’inseguimento – Quando Luca Abete si è presentato per chiedere spiegazioni, l’uomo si è dato alla fuga. Ne è nato un inseguimento concluso con l’intervento dei carabinieri del Nas, nucleo antisofisticazioni e sanità. I militari hanno posto sotto sequestro i locali utilizzati per l’attività, mentre la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha avviato accertamenti per verificare eventuali responsabilità penali.

Le condizioni dei locali – Dagli accertamenti sarebbero emerse criticità sul piano igienico-sanitario: ambienti descritti come fatiscenti, presenza di rifiuti ospedalieri abbandonati e farmaci scaduti. Elementi che aggravano ulteriormente il quadro emerso dal servizio e che ora saranno oggetto di approfondimento investigativo. GUARDA IL VIDEO SU STRISCIA: CLICCA QUI

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