Truffa SuperBonus su immobili “fantasma”: confiscato 1 milione di crediti fittizi nel Casertano

di Redazione

Un milione di euro di crediti fiscali svaniti nel nulla, perché costruiti su interventi mai realizzati e su immobili che, in alcuni casi, esistono solo sulla carta. È l’esito dell’operazione che ha portato i finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta a eseguire la confisca definitiva di crediti d’imposta legati al “SuperBonus” ex decreto legge 34/2020. Il provvedimento, disposto in esecuzione di due sentenze irrevocabili di condanna emesse dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, riguarda due imprenditori italiani che hanno patteggiato per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. L’importo complessivo oggetto di confisca ammonta a 1 milione di euro.

Le indagini e il sequestro del 2023 – La misura arriva al termine di un percorso investigativo avviato nel 2023, quando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dispose un sequestro preventivo d’urgenza, eseguito dalle Fiamme gialle della Compagnia di Capua. Gli accertamenti avevano consentito di ricostruire il meccanismo fraudolento messo in piedi da una società amministrata da un cittadino di Curti, ritenuta responsabile di aver generato crediti d’imposta del tutto fittizi.

Secondo quanto emerso, i benefici fiscali sarebbero stati ottenuti attestando, mediante documentazione falsa, lavori di riqualificazione energetica mai eseguiti e riferiti a immobili “fantasma”. Una volta creati, i crediti venivano in parte ceduti a un’altra società acquirente, che avrebbe potuto utilizzarli come “moneta fiscale” per compensare debiti tributari o trasferirli ulteriormente ad altri soggetti per le medesime finalità.

Immobili inesistenti e comuni soppressi – Tra le irregolarità più rilevanti riscontrate dagli investigatori figura l’inserimento, nella documentazione presentata per ottenere il beneficio, di dati catastali riferibili a comuni soppressi nei primi anni del Novecento. È il caso di Albegno, autonomo fino al 1928 e poi aggregato al comune di Treviolo, in provincia di Bergamo, e di Barco, esistente come comune fino al 1927 e successivamente confluito nel comune di Orzinuovi, in provincia di Brescia.

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