Mondragone, blitz contro il clan Gagliardi: 25 arresti. Progettavano attentato a caserma

di Redazione

Mondragone (Caserta) – Un piano per colpire direttamente lo Stato, con una “stesa” contro la tenenza dei carabinieri di via Venezia. È uno dei dettagli più inquietanti emersi dall’inchiesta che all’alba di oggi ha portato all’esecuzione di 25 misure cautelari nei confronti di presunti appartenenti al clan Gagliardi, gruppo ritenuto al vertice della galassia criminale locale e legato al clan dei Casalesi. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale di Caserta, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

Gratteri: “Stile ‘Ndrangheta” – L’indagine ipotizza, a vario titolo, l’associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, incendio, detenzione e porto di armi, traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione, minacce e lesioni personali. Secondo quanto emerso, il sodalizio criminale si sarebbe riorganizzato dopo la stagione del clan La Torre, mantenendo una struttura solida e una capacità intimidatoria radicata sul territorio. A illustrare i particolari dell’operazione, nel corso di una conferenza stampa in Procura a Napoli, è stato il procuratore capo Nicola Gratteri (nella foto), affiancato dal comandante provinciale dei carabinieri di Caserta, colonnello Manuel Scarso. “Il clan Gagliardi ha mostrato una struttura del tutto paragonabile a quella della ’ndrangheta. Un modus operandi tipico delle mafie, calato in una struttura solida e pericolosa”, ha dichiarato Gratteri.

Il progetto di attentato e la “pungitura” – Tra gli elementi più gravi emersi dalle intercettazioni, il tentativo di organizzare un attentato contro la tenenza dei carabinieri di Mondragone, con l’obiettivo di riaffermare il controllo sul territorio. “Sono emerse modalità di intimidazione particolarmente inquietanti, tra queste il tentativo di compiere un attentato contro la tenenza dei carabinieri di Mondragone”, ha spiegato il procuratore aggiunto Michele Del Prete. L’inchiesta ha inoltre documentato un metodo di affiliazione interno definito “pungitura”, ritenuto analogo a rituali in uso presso organizzazioni mafiose calabresi e siciliane. Un segnale, secondo gli investigatori, della volontà di rafforzare identità e disciplina interna.

Gli ordini dal carcere e il tentativo di depistaggio – Al vertice del gruppo sarebbe rimasto Angelo Gagliardi, 72 anni, alias “mangianastri”, già detenuto presso la casa circondariale di Bologna. Secondo gli inquirenti, il boss avrebbe continuato a impartire direttive dal carcere. In una videochiamata intercettata, mentre un suo uomo stava pestando un rivenditore di auto che aveva tentato di sottrarsi al pagamento del racket, avrebbe intimato: “Ti devi regolare, noi agiamo così”. Le attività tecniche hanno anche fatto emergere un presunto tentativo di screditare un militare dell’Arma in servizio a Mondragone. Dopo un ingente sequestro di droga, il clan avrebbe cercato di far circolare la voce che una donna coinvolta nel blitz fosse l’amante del carabiniere e che la segnalazione fosse frutto di una ritorsione personale, nel tentativo di minarne la credibilità.

Le misure cautelari – Venticinque le persone raggiunte dai provvedimenti. Oltre ad Angelo Gagliardi (72 anni, Mondragone, alias “mangianastri”), figurano Antonio Bova (26 anni, Castelvolturno); Giovanni Bova (21 anni, Mondragone); Patrizia Brando (23 anni, Mondragone); Virgilio Bellucci (Mondragone, detto “Bidusco”); Alessandro de Pascale (25 anni, Mondragone); Raffaele di Rienzo (55 anni, Mondragone, detto “Pistolone”); Vera Assunta Gammella (28 anni, Mondragone); Emanuele Iacobucci (28 anni, Mondragone); Salvatore Lazzaro (33 anni, detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, detto “Lulù”); Nicola La Rocca (36 anni, di Sarno); Luigi Marcello (Mondragone, detto “Faccella”); Alessandro Martino (Sesto Campano, detto “Martone”); Romualdo Martella (25 anni, Mondragone, detto “Romoletto”); Fabiola Martella (26 anni, Mondragone); Guido Migliore (34 anni, detto “Pokémon”); Mohammed Mahmoud (Mondragone, detto “Diego”); Salvatore Petrillo (23 anni, Mondragone); Luigi Raia (36 anni, Sant’Anastasia); Petronilla Rota (47 anni, Mondragone); Luciano Santoro (30 anni, Mondragone); Andrea Santoro (35 anni, Mondragone); Raffaele Santoro (54 anni, Napoli ma residente a Mondragone, detto “Lelluccio”); Domenico Tagliafierro (28 anni, Maddaloni, detto “Mimmuccio”); Daniele Testa (30 anni, Sarno). IN ALTO IL VIDEO

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