Caivano (Napoli) – Il Tribunale di Napoli Nord, sezione lavoro, ha dichiarato illegittimo il decreto di depennamento dalle Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps) adottato da Eugenia Carfora, dirigente scolastica dell’istituto “Francesco Morano” del Parco Verde di Caivano, alla quale è ispirata la fiction Rai “La Preside”, condannandola al pagamento di circa 16mila euro in favore di un docente, rappresentato dagli avvocati Pasquale Marotta e Pietro Marotta. Una decisione articolata, che distingue nettamente tra la legittimità dei controlli avviati dalla dirigente e l’illegittimità del provvedimento finale adottato.
La vicenda nasce dal decreto con cui l’insegnante era stato cancellato dalle Gps per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024. Un atto che, secondo il giudice del lavoro, non poteva produrre effetti così estesi e che è risultato adottato in violazione della disciplina di riferimento. Il decreto, trasmesso all’ufficio scolastico territoriale competente, ha infatti determinato l’esclusione del docente dalle nomine per supplenze per l’anno scolastico di riferimento, con effetti sostanziali che hanno comportato l’interruzione di un rapporto di lavoro a tempo determinato già in corso e la preclusione della possibilità di ottenere incarichi annuali o fino al termine delle attività didattiche.
Le ragioni del depennamento – Alla base del provvedimento vi erano contestazioni relative ai titoli dichiarati dall’insegnante in sede di inserimento nelle Gps. In particolare, il docente aveva dichiarato il possesso del titolo di laurea richiesto, ma aveva rappresentato di aver smarrito la pergamena di laurea. In sostituzione del documento originale, aveva prodotto certificazioni e attestazioni rilasciate dall’università, attivando contestualmente le procedure amministrative per ottenere la documentazione sostitutiva del titolo accademico. La dirigente scolastica, ritenendo non sufficiente la documentazione prodotta e dubitando della validità del titolo ai fini dell’accesso alle graduatorie e ad alcune classi di concorso, aveva disposto il depennamento dalle Gps.
Il potere di controllo riconosciuto – Su questo aspetto il Tribunale è chiaro: il dirigente scolastico ha il potere-dovere di verificare la correttezza delle dichiarazioni rese dagli aspiranti docenti e la sussistenza dei titoli dichiarati, anche successivamente alla stipula di contratti a tempo determinato. L’avvio delle verifiche, dunque, viene ritenuto legittimo.
Gli effetti sostanziali del decreto – L’illegittimità, secondo il giudice, non riguarda il controllo in sé, ma le modalità e gli effetti del provvedimento adottato. Il Tribunale rileva che il decreto, pur formalmente riferito a un singolo anno scolastico, ha prodotto un effetto sostanziale di esclusione del docente dalle procedure di nomina per l’intero periodo di validità delle Gps. L’atto non si è limitato a incidere su una singola supplenza, ma ha comportato una estromissione generalizzata, interrompendo un rapporto di lavoro in corso e impedendo l’accesso a ulteriori incarichi. Un effetto ritenuto sproporzionato rispetto alle contestazioni mosse e non conforme alla disciplina di riferimento, che consente eventuali esclusioni solo entro limiti ben definiti.
La mancanza di contraddittorio – Ulteriore profilo di illegittimità riguarda la procedura seguita. Il Tribunale evidenzia che il depennamento è stato adottato in assenza di un adeguato contraddittorio con l’interessato, che non è stato messo nelle condizioni di interloquire compiutamente sugli esiti delle verifiche, nonostante la produzione di documentazione alternativa e l’attivazione delle procedure per il recupero del titolo smarrito.
Il risarcimento – Accolta anche la domanda risarcitoria. Il giudice ha riconosciuto una perdita di chance lavorativa, quantificando il danno in circa 16mila euro, quale vantaggio economico non conseguito a causa della mancata attribuzione degli incarichi di supplenza determinata dal depennamento.

