Casal di Principe, definizione agevolata dei tributi: la proposta di Lia Caterino alla maggioranza

di Redazione

Casal di Principe (Caserta) – La scelta delle priorità amministrative torna al centro del dibattito politico a Casal di Principe, dove il tema della riscossione dei tributi incrocia quello, più ampio, dell’equità fiscale e della gestione delle risorse pubbliche. A sollevare la questione è Lia Caterino, consigliera comunale, che invita l’Amministrazione a valutare uno strumento già previsto dalla normativa statale prima di procedere con nuovi affidamenti esterni.

Secondo la consigliera, mentre l’Ente è impegnato a esaminare l’ipotesi di esternalizzare il servizio di riscossione, esiste una possibilità immediatamente praticabile introdotta dalla Legge di Bilancio 2026: la definizione agevolata delle entrate comunali. Una misura che consentirebbe ai cittadini di regolarizzare posizioni debitorie pregresse senza sanzioni e interessi, favorendo il recupero di crediti oggi difficilmente esigibili.

“Mentre l’Amministrazione comunale di Casal di Principe è impegnata a valutare l’affidamento esterno del servizio di riscossione dei tributi, esiste già uno strumento normativo messo a disposizione dallo Stato che consentirebbe al Comune di recuperare risorse in modo più efficace, equo e immediato: la definizione agevolata delle entrate comunali, prevista dalla Legge di Bilancio 2026”, afferma Caterino.

La norma riguarda diverse tipologie di entrate: dalla Tari all’Imu per la quota comunale, passando per entrate patrimoniali, rateizzazioni non onorate e debiti risalenti nel tempo. “La norma consente agli enti locali di permettere ai cittadini di regolarizzare vecchi debiti tributari e patrimoniali senza sanzioni e interessi, favorendo così l’emersione di crediti oggi bloccati e difficilmente esigibili”, sottolinea la consigliera, evidenziando come il meccanismo potrebbe generare un duplice beneficio.

“Si tratta di una misura che, se attivata, potrebbe produrre un duplice effetto positivo: da un lato consentire al Comune di recuperare risorse utili per servizi e investimenti, dall’altro offrire ai cittadini una possibilità concreta di rientro, evitando l’aggravio di sanzioni e contenziosi”, prosegue.

Nel mirino finisce la linea seguita finora dall’Amministrazione, che – secondo Caterino – sembrerebbe orientata a privilegiare l’esternalizzazione della riscossione, con costi aggiuntivi legati a consulenze e procedure di gara. “Nonostante ciò, l’Amministrazione sembra orientata a procedere prioritariamente verso l’affidamento del servizio di riscossione a soggetti esterni, sostenendo ulteriori costi per consulenze e procedure di gara, senza aver prima valutato appieno l’applicazione di uno strumento già previsto dalla legge e potenzialmente più vantaggioso per la comunità”.

Da qui l’interrogativo politico che accompagna la proposta: “La domanda, a questo punto, è semplice: perché non partire da ciò che lo Stato già consente, prima di impegnare nuove risorse pubbliche in affidamenti esterni?”.

Il tema, per la consigliera comunale, non è soltanto tecnico ma riguarda la visione complessiva dell’azione amministrativa. “In una città che deve affrontare quotidianamente criticità strutturali – dal decoro urbano alla gestione dei rifiuti, dalla viabilità all’organizzazione degli spazi pubblici – la scelta delle priorità amministrative assume un valore politico chiaro”.

La proposta di attivare la definizione agevolata, conclude Caterino, è già stata formalmente avanzata. “Ora la responsabilità della decisione è tutta dell’Amministrazione: governare i problemi reali della comunità o continuare a concentrare l’attenzione esclusivamente sulla riscossione dei tributi”.

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