Dietro la veste di associazione sportiva dilettantistica operava, secondo quanto accertato dalle Fiamme gialle, un sistema che sfruttava in modo improprio le agevolazioni riservate agli enti non commerciali. È l’esito di una complessa attività di polizia economico-finanziaria condotta dalla compagnia di Casale Monferrato, che ha fatto emergere un utilizzo distorto della forma associativa da parte di una società attiva nel settore del paracadutismo.
L’attività ispettiva – Gli accertamenti si sono concentrati sulla reale sussistenza delle finalità solidaristiche e di utilità sociale dichiarate, sulla verifica del divieto statutario di distribuzione, anche indiretta, degli utili e sul rispetto dei requisiti necessari per beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per il mondo no-profit. Un’analisi che ha consentito di ricostruire il reale funzionamento dell’attività e il suo scostamento rispetto al modello associativo dichiarato.
Il recupero fiscale – L’operazione ha portato al recupero a tassazione di elementi positivi di reddito non dichiarati per circa 3 milioni e 195mila euro, riferiti agli anni 2021, 2022 e 2023. Si tratta, in gran parte, di proventi legati a decolli aerei e lanci paracadutistici in tandem non registrati. Per questi fatti, il responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Vercelli per omessa e infedele dichiarazione ai fini delle imposte dirette e dell’Iva.
Le segnalazioni agli enti competenti – Le irregolarità riscontrate sono state inoltre segnalate all’Ente nazionale per l’aviazione civile e all’Ente nazionale per l’assistenza al volo, in relazione ai profili di rispettiva competenza emersi nel corso delle verifiche.
L’intervento congiunto e le ulteriori violazioni – L’attività, svolta congiuntamente ai funzionari dell’ispettorato territoriale del lavoro di Alessandria e ai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro e del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Alessandria, ha consentito di accertare anche gravi irregolarità in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In particolare, sono emerse criticità relative alla struttura destinata al bar, che hanno portato all’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.
Sequestri e sanzioni – Nel corso dei controlli è stato disposto il sequestro di alimenti in cattivo stato di conservazione e la conseguente cessazione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande. È stata inoltre deferita un’altra persona all’autorità giudiziaria competente e contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 7.264 euro.

