Frana a Niscemi, oltre 1500 sfollati e danni per 2 miliardi: Meloni sorvola la zona

di Redazione

La collina che sovrasta Niscemi continua a muoversi, giorno dopo giorno, trascinando con sé case, strade e la sicurezza di un’intera comunità. Il ciclone Harry ha riaperto una ferita mai rimarginata e oggi il fronte della frana, lungo circa quattro chilometri, ha già costretto oltre 1500 persone ad abbandonare le proprie abitazioni, mentre l’entità dei danni cresce con il passare delle ore.

Schifani: “Situazione senza precedenti” – A fare il punto è stato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, intervenuto in una trasmissione televisiva: “Stamattina mi è stato prospettato un foglio dal quale si evince che l’entità dei danni segnalati dagli enti pubblici del ciclone Harry, poi da verificare, ammonta a circa due miliardi. Quindi è una situazione che si evolve giornalmente sempre con maggiore gravità”. Un quadro complesso che, ha precisato il governatore, non deve però trasformarsi in rassegnazione: “Ma questo non significa che dobbiamo fasciarci la testa. La situazione è senza precedenti e non è il tempo delle polemiche, che non mi appartengono”. Schifani ha poi ribadito la gravità del caso Niscemi: “A Niscemi c’è una situazione senza precedenti. Ho visto di persona un paese che rischia di crollare davanti a un vuoto enorme. Bisogna rimboccarsi le maniche, cosa che stiamo facendo. Studieremo un piano urbanistico di ricostruzione parziale di quella struttura, lontana dalla frana. Le risorse le individueremo, c’è tutta la buona volontà”.

Meloni sorvola l’area – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha effettuato un sopralluogo nelle zone colpite dal maltempo, sorvolando l’area in elicottero dopo essere arrivata in aereo a Catania. Con lei il capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano. Successivamente la premier si è recata nel Municipio di Niscemi, accolta dal sindaco Massimiliano Conti e dal presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, per partecipare a una riunione operativa con l’amministrazione comunale e con quanti sono impegnati sul fronte dell’emergenza. Obiettivo dell’incontro, fare il punto sugli interventi necessari in un’area ormai in gran parte interdetta. Un sopralluogo nell’area della frana è stato effettuato anche dal procuratore di Gela Salvatore Vella, accompagnato dalle forze dell’ordine.

La frana non si ferma – La frana non accenna a fermarsi. “L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela”, ha spiegato Fabio Ciciliano dopo il sopralluogo effettuato con la componente scientifica del centro di competenza del Dipartimento, che ha messo in evidenza criticità non immediatamente visibili. Secondo il capo della Protezione civile, molti degli sfollati non potranno rientrare nelle proprie abitazioni: “Bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi ci viveva ed è in corso un censimento delle persone che vanno sostenute”. Per ora la zona rossa resta off limits anche per vigili del fuoco e polizia municipale. Per poter intervenire sarà necessario attendere “la conclusione del deflusso dell’acqua”. Solo allora sarà possibile procedere a una stima dei danni e a un “focus specifico” sugli edifici, anche per verificare eventuali abusi edilizi. Su questo punto è intervenuto il vicesindaco di Niscemi, Pietro Stimolo, secondo cui “molti degli edifici sono stati realizzati prima del 1977, quando non c’era un regime di concessioni, quindi non dovrebbero esserci situazioni di irregolarità”.

Assistenza agli sfollati e contributi – Agli sfollati, alcuni dei quali hanno protestato davanti al municipio gridando “vergogna”, il presidente della Regione ha assicurato l’impegno dell’ente: la Regione si farà carico “di un piano per ricollocare in alloggi nuovi o in altri già realizzati coloro che non potranno più rientrare nelle abitazioni”. Una volta perfezionata l’ordinanza di sgombero, sarà attivata la procedura per accedere al contributo di autonoma sistemazione: 400 euro a nucleo familiare più 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro mensili. L’attivazione del fondo Cas è stata anticipata ai capigruppo del Parlamento siciliano dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, dopo un colloquio con il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, anche se sui tempi non ci sono ancora certezze.

Schlein: “Utilizzare fondi non per inutile ponte sullo Stretto” – Al momento non risulta alcuna apertura di inchiesta. A Niscemi è arrivata anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, accompagnata dal vicesegretario Peppe Provenzano. “Abbiamo già chiesto di destinare un miliardo di euro che non verrà usato per infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto per dare sostegno alle aree colpite dal maltempo”, ha dichiarato.

Un incubo lungo 29 anni – Per molti abitanti la frana riporta alla memoria quanto accadde il 12 ottobre 1997. Poco prima delle 14 la popolazione scese in strada credendo a un terremoto: era invece una frana che colpì gli stessi quartieri oggi evacuati, Sante Croci, Pirillo e Canalicchio. All’epoca l’allora sottosegretario alla Protezione civile, il vulcanologo Franco Barberi, parlò di “ordinaria malamministrazione e di completo degrado in una zona sottoposta a vincolo geologico”. La procura di Caltagirone aprì un fascicolo per disastro colposo; ai 400 sfollati furono riconosciute 600mila lire mensili per l’affitto, per 13 mesi. Nel 2000 vennero demolite 48 abitazioni e la chiesa settecentesca di Sante Croci, al termine di un lungo braccio di ferro tra ricorsi e proteste. Lo stato di emergenza fu prorogato più volte, almeno fino al 2007.

Lo stato di emergenza e il censimento – Oggi, come ha ricordato Fabio Ciciliano in collegamento con Tg2 Post, “in questo momento è già vigente una dichiarazione di stato di emergenza che è stata decretata nel Consiglio dei Ministri di ieri. Si sta lavorando molto velocemente per identificare in maniera puntuale tutte quelle che sono le famiglie e le imprese che hanno la necessità di essere assistite fin dal primo momento e in questa direzione ci si sta muovendo”. Il capo della Protezione civile ha annunciato l’avvio immediato del censimento: “Domani mattina attraverso un sistema informatico di proprietà del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale già si farà un’azione puntuale e precisa di censimento, perché ovviamente quelle che dovranno essere primariamente ristorate sono le famiglie che hanno lì una dimora abituale e non certamente seconde case, che sono ovviamente importanti ma entrano in un secondo momento nella valutazione della gestione dell’emergenza”. IN ALTO IL VIDEO

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