Santa Maria CV, blitz nel rione Iacp: 17 arresti

di Redazione

L’operazione è scattata nelle prime ore del giorno, con un dispiegamento imponente di uomini e mezzi che ha inciso sulla quotidianità del rione popolare ex Iacp di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano. La polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare complessiva nei confronti di 17 persone, alcune delle quali minorenni all’epoca dei fatti, ritenute gravemente indiziate di far parte di un sodalizio criminale strutturato e armato.

I provvedimenti giudiziari sono stati emessi su due distinti filoni: quattordici misure cautelari sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia; altre tre ordinanze sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni di Napoli, su richiesta della Procura per i minorenni.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, omicidio, tentato omicidio, favoreggiamento personale, detenzione e porto abusivo di armi, uso di dispositivi telefonici in istituti penitenziari, oltre all’acquisto, detenzione, raffinazione, vendita e trasporto di sostanze stupefacenti. Tutti i reati contestati risultano aggravati dall’aver agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche dei clan di camorra.

Tra i destinatari delle misure figura anche il responsabile dell’omicidio di Emanuele Nebbia, 26enne di Santa Maria Capua Vetere, ucciso con un colpo di pistola calibro 7,65 esploso a distanza ravvicinata alla testa nella notte di San Silvestro 2024. Secondo la ricostruzione investigativa, il delitto si inserisce in una più ampia e violenta contesa interna al gruppo criminale, legata alla gestione delle piazze di spaccio nel territorio sammaritano.

Le indagini hanno infatti consentito di accertare l’esistenza di una consorteria criminale con base operativa nel rione ex Iacp, teatro tra la fine di dicembre 2023 e il gennaio 2024 di un aspro conflitto interno tra affiliati per il controllo del traffico di droga. Le dinamiche tipicamente mafiose del sodalizio si sarebbero manifestate prima con un tentato omicidio, quale risposta a una “stesa” avvenuta il 5 ottobre 2023, per poi culminare nella notte di Capodanno del 2024, quando, mezz’ora dopo la mezzanotte, un uomo venne colpito mortalmente alla testa mentre stava accendendo fuochi d’artificio per festeggiare l’inizio del nuovo anno. Un’ulteriore azione armata si sarebbe verificata il 10 maggio 2024, con l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco, fortuitamente non lesivo, all’indirizzo di un soggetto dedito allo spaccio che si era rifiutato di rifornirsi dall’organizzazione.

Dopo l’omicidio della notte di Capodanno, il gruppo criminale avrebbe assunto il pieno controllo dello spaccio nel rione ex Iacp, imponendo regole e prezzi del mercato degli stupefacenti e attirando sotto la propria egida numerosi pusher e gestori delle piazze. Secondo gli inquirenti, il predominio sarebbe stato esercitato attraverso metodologie tipiche delle organizzazioni mafiose: il sostentamento economico dei detenuti e dei loro familiari, il controllo delle abitazioni popolari, la disponibilità di uomini, mezzi e armi, anche con il coinvolgimento di minorenni, oltre a una fitta rete di fiancheggiatori e a una marcata capacità intimidatoria, fino all’eliminazione dei potenziali concorrenti sul mercato illecito.

Consolidato il controllo delle attività di spaccio nel rione, il sodalizio avrebbe tentato di estendere la propria influenza sull’intero territorio di Santa Maria Capua Vetere e nei comuni limitrofi, ricorrendo a intimidazioni cruente per obbligare gli spacciatori a rifornirsi esclusivamente dal gruppo o sostituendo quelli già presenti con soggetti organici all’organizzazione.

Nell’elenco delle persone raggiunte dai provvedimenti cautelari figurano Assunta Buompane, 23 anni, di Santa Maria Capua Vetere, residente a San Prisco; Cristian Buompane, 42 anni, di Santa Maria Capua Vetere, già detenuto nel carcere di Agrigento dal 10 ottobre 2023; Elena Buompane, 21 anni; Giulia Buompane, 23 anni, di Santa Maria Capua Vetere; Maria Busiello, 30 anni, nata a Napoli; Paola Capitella, 43 anni, di Santa Maria Capua Vetere; Salvatore Capitella, detto o’ bobb, 72 anni, di Santa Maria Capua Vetere; Giovanni Cestrone, 30 anni, di Santa Maria Capua Vetere, detenuto dal 3 marzo 2024 nel carcere di Poggioreale; Maria Cristillo, detta “‘a mucella”, 48 anni, di Santa Maria Capua Vetere; Aniello Di Biase, 40 anni, di Mugnano, già agli arresti domiciliari dal 17 aprile scorso a Giugliano in Campania; Pasquale Giovanni Fabbozzi, 39 anni, di Santa Maria Capua Vetere; Maurizio Grieco, 57 anni, di Capua; Luciano Ivone, 26 anni, di Napoli; Migen Kreka, 36 anni, di nazionalità albanese, già ai domiciliari a Riardo; Salvatore Lazzaro, detto “Lulù”, 32 anni, detenuto dal 25 novembre 2021 nel carcere di Poggioreale; Nicola Marino, 21 anni, di Santa Maria Capua Vetere, già detenuto dal 21 ottobre 2024 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

All’operazione hanno preso parte circa 120 agenti della polizia di Stato, appartenenti alla Squadra Mobile e ai commissariati della Questura di Caserta, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine “Campania” e del Reparto Volo della polizia di Stato di Napoli. Nel corso dell’attività investigativa, inoltre, alcuni degli indagati erano già stati arrestati in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: secondo quanto emerso, il gruppo avrebbe movimentato ingenti quantitativi di cocaina, crack e hashish. IN ALTO IL VIDEO

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