Corruzione, chiesto l’arresto del consigliere regionale campano Giovanni Zannini

di Redazione

La richiesta è formale ed è ora sul tavolo del giudice per le indagini preliminari: la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti del consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini, indagato per corruzione e concussione. Nella stessa inchiesta, i pubblici ministeri hanno sollecitato il divieto di dimora per due imprenditori di Castel Volturno, Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio.

La richiesta della Procura – Il procedimento è coordinato dall’ufficio inquirente guidato dal procuratore Pierpaolo Bruni. Per Zannini, politico di Mondragone, ex lista “De Luca Presidente”, rieletto nelle liste di Forza Italia alle ultime regionali, l’accusa ruota attorno a presunti favori concessi a imprenditori del settore caseario in cambio di utilità personali. L’interrogatorio di garanzia, passaggio preliminare previsto dalla riforma Nordio, è stato fissato per il 4 febbraio: solo dopo l’audizione degli indagati il giudice per le indagini preliminari deciderà se accogliere o respingere le richieste cautelari.

Il caso Griffo – L’ipotesi di corruzione che coinvolge Paolo e Luigi Griffo, titolari della società Spinosa Spa, specializzata nella produzione di mozzarella di bufala campana Dop e derivati, riguarda una presunta gita a Capri a bordo di uno yacht di lusso, dal valore stimato in circa 7.300 euro. Secondo la ricostruzione investigativa, il consigliere regionale avrebbe ricevuto il beneficio in cambio di un suo intervento presso gli uffici della Regione Campania per superare criticità amministrative legate alla realizzazione di un impianto caseario nel comune di Cancello ed Arnone.

Le altre contestazioni – L’inchiesta non si limita a questo episodio. A Zannini viene contestato un secondo presunto fatto corruttivo, legato all’imprenditore mondragonese Alfredo Campoli: due motorini destinati ai figli del consigliere in cambio di un interessamento per un appalto ambientale nel Comune di Teano. A ciò si aggiunge un’accusa di concussione per presunte pressioni esercitate nei confronti dell’ex direttore sanitario dell’Asl di Caserta Vincenzo Iodice, che rassegnò le dimissioni nel settembre 2023.

Le indagini e i precedenti – L’attività investigativa era emersa pubblicamente lo scorso 3 ottobre, quando i carabinieri del comando provinciale di Caserta e della compagnia di Aversa eseguirono perquisizioni nell’abitazione di Zannini a Mondragone e nei suoi uffici al Centro direzionale di Napoli. L’8 ottobre il consigliere regionale si presentò in Procura, avvalendosi della facoltà di non rispondere e depositando una memoria difensiva, annunciando l’intenzione di chiarire la propria posizione dopo la decisione del Tribunale del Riesame sul sequestro dei dispositivi informatici.

Il nodo dell’interrogatorio preventivo – La riforma Nordio ha modificato i tempi e le modalità di applicazione delle misure cautelari: l’interrogatorio di garanzia precede la decisione del gip, rendendo pubblica la posizione della Procura prima di qualsiasi provvedimento restrittivo. Il 4 febbraio rappresenta dunque una data cruciale. Dopo aver ascoltato Zannini e i due imprenditori, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere stabilirà se le richieste dei pubblici ministeri troveranno accoglimento o saranno respinte.

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