Mondragone, asili nido: AMBC chiede chiarezza su oltre 3 milioni di euro

di Redazione

Mondragone (Caserta) – La gestione dei Servizi sociali solleva nuovi interrogativi da parte dell’AMBC – Associazione Mondragone Bene Comune, che ripercorre criticità, ritardi e presunte opacità dell’azione amministrativa degli ultimi anni, puntando il dito in particolare sull’utilizzo delle risorse destinate al welfare e, nello specifico, agli asili nido.

L’associazione ribadisce un giudizio durissimo sull’esperienza amministrativa cittadina, ricordando come Mondragone sia stata condotta “per la prima volta nella sua storia al vergognoso fallimento” e denunciando una gestione che, “senza soluzione di continuità da Pacifico a Lavanga”, avrebbe mostrato “assoluta incapacità e costante propensione all’illegittimità”. Vengono richiamati, tra gli esempi, quanto accaduto nel cimitero comunale e nel comando dei vigili urbani, vicende che – secondo l’associazione – avrebbero meritato “ben altra attenzione (e azione) da parte della Prefettura e del Ministero dell’Interno”.

AMBC fa riferimento anche all’interpellanza presentata il 9 luglio 2025 dal deputato Francesco Emilio Borrelli, su sollecitazione della stessa associazione, rivolta al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Stiamo ancora aspettando dopo sei mesi la risposta del ministro”, dicono dall’associazione, sottolineando quella che viene definita una persistente assenza di chiarimenti istituzionali.

Il nodo dei Servizi sociali – Tra i “buchi neri” indicati dall’associazione, particolare attenzione viene riservata alla gestione del settore Servizi sociali. Dopo le dimissioni della precedente responsabile dell’Area V – assunta ai sensi dell’articolo 110 del Testo unico degli enti locali – e quello che definisce “pasticcio” nella procedura per individuare un nuovo responsabile, il settore continuerebbe a essere guidato da una responsabile ad interim. Una situazione che, secondo AMBC, si trascina da tempo senza una soluzione definitiva. Eppure, viene sottolineato, negli ultimi anni il settore ha potuto contare su risorse “ingenti, anche aggiuntive”, la cui ricaduta concreta sul territorio “appare tuttavia non facilmente verificabile”. Da qui la richiesta pubblica di chiarimenti sull’utilizzo degli oltre 300mila euro aggiuntivi ricevuti nel 2024 e degli oltre 600mila euro aggiuntivi ricevuti nel 2025 dal Governo per il potenziamento dei Servizi sociali. Le risorse, ricorda l’associazione, erano finalizzate al finanziamento e allo sviluppo degli asili nido comunali, al rafforzamento complessivo dei servizi sociali e all’incremento del trasporto scolastico per studenti con disabilità, frequentanti la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, privi di autonomia.

Asili nido e fondi – AMBC elenca nel dettaglio le risorse aggiuntive erogate o previste negli anni: 168.808,75 euro nel 2022; 245.377,26 euro nel 2023; 314.396,22 euro nel 2024; 375.738,06 euro nel 2025; 651.784,95 euro nel 2026; 1 milione e 432.046,76 euro nel 2027. Fondi che avrebbero dovuto consentire un progressivo aumento degli utenti degli asili nido, passando dai 22 del 2022 ai 41 del 2024, ai 49 del 2025, fino agli 85 del 2026 e ai 184 del 2027, con l’obiettivo di raggiungere il livello minimo del 33 per cento della popolazione target, ovvero i bambini tra i 3 e i 36 mesi. A questo punto, però, l’associazione evidenzia quella che definisce una contraddizione centrale: “Mondragone non ha in funzione un Asilo nido comunale, pur avendo da tempo una struttura a ciò dedicata, quella della Scuola Arcobaleno, che Lavanga, il Sindaco del fallimento, non è stato capace di attivare”. Una presunta incapacità gestionale che, secondo l’associazione, non avrebbe comunque frenato la costruzione, attualmente in corso, di un altro asilo nido.

Le domande aperte – In assenza di una struttura pubblica funzionante, AMBC solleva interrogativi diretti sull’effettivo utilizzo delle risorse: “Dobbiamo presumere che tali risorse – se non restituite o illegittimamente utilizzate per altro – siano andate ad incrementare gli utenti di qualche Asili nido privato”. Da qui una serie di domande rivolte all’amministrazione: “Come sono stati spesi questi soldi ricevuti per permettere a più bambini di frequentare un Asilo nido? Chi ha beneficiato di tali risorse? Quali procedure ad evidenza pubblica sono state attivate, sia per gli utenti che per i gestori? E l’obiettivo annuale dichiarato è stato realmente conseguito?”.

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