Aversa (Caserta) – di Donato Liotto – Abbiamo incontrato il dottor Francesco Paolo Improda, giovane e brillante ginecologo aversano. Medico chirurgo, specialista in ginecologia e ostetricia presso l’Ospedale “San Giuliano” di Giugliano (Asl Napoli 2 Nord), ha conseguito la laurea, specializzazione e dottorato di ricerca all’Università “Federico II” di Napoli, arricchendo poi la sua formazione con esperienze in centri di eccellenza: al Sacro Cuore di Negrar per il trattamento dell’endometriosi, al Gemelli Molise per la chirurgia oncologica avanzata e al Pascale di Napoli. A completare il percorso, due master di II livello in chirurgia endoscopica e in anatomia chirurgica del pavimento pelvico. Oggi la sua attività spazia dalla laparoscopia alla chirurgia robotica, fino al trattamento dei disturbi del pavimento pelvico e dell’incontinenza, senza dimenticare il lavoro quotidiano di ostetrico accanto alle donne in gravidanza.
Dottore, qual è il primo passo quando una donna scopre di essere incinta? «Quando una donna scopre di aspettare un figlio, il primo passo è confermare il sospetto con un prelievo ematico per il dosaggio della beta-Hcg. In base ai valori, si decide se ripetere l’esame dopo 72 ore o fissare subito la prima visita. L’ecografia iniziale serve soprattutto a stabilire che la camera gestazionale sia correttamente impiantata nell’utero; l’embrione e il battito, spesso, diventano visibili solo successivamente».
Molte donne vivono l’inizio della gravidanza con ansia e incertezza. Cosa consiglia? «Il mio consiglio – dice – è di non farsi dominare dall’ansia: la gravidanza è un’avventura nuova e bellissima, che va vissuta con fiducia, seguendo solo indicazioni mediche e non miti tramandati da parenti o amiche, spesso fonte di paure immotivate».
Oltre agli aspetti clinici, la gravidanza comporta profondi cambiamenti psicologici. Come affrontarli? «L’ondata ormonale, i sintomi nuovi, il corpo che cambia, la pancia che cresce: tutto questo richiede un adattamento fisico ed emotivo. La donna deve imparare a riscoprire sé stessa e la propria coppia. In questi mesi delicati, la presenza di un professionista riduce l’ansia e rende il percorso più sereno. Non dimentichiamo che il ginecologo non segue solo la madre, ma anche il compagno e soprattutto il bambino, un paziente unico perché non ancora visibile».
Quanto conta oggi il rapporto di fiducia tra paziente e ginecologo? «Il rapporto di fiducia resta centrale, ma oggi non si parla più solo di “mio ginecologo”. La gestione è affidata a un’équipe multidisciplinare che include ginecologi, ostetriche, anestesisti, pediatri, infermieri.Io stesso incoraggio le mie pazienti a seguire i corsi preparto gratuiti organizzati dall’ospedale: sono occasioni preziose per conoscere il reparto, creare un legame con le ostetriche e affrontare con maggiore consapevolezza dubbi e paure».
Un tempo era consuetudine partorire con il proprio ginecologo. Oggi negli ospedali pubblici non è più così. Perché? «È un tempo si partoriva con il medico che aveva seguito tutta la gravidanza. Oggi, negli ospedali pubblici, questo non è più possibile. Se inizialmente può sembrare un limite, in realtà è una garanzia di sicurezza. La paziente riceve assistenza immediata da un’équipe già operativa h24, senza dover attendere l’arrivo del proprio medico. Questo evita pressioni sul travaglio e rispetta maggiormente i tempi fisiologici del parto. Con questo sistema la donna diventa paziente di tutti. È un modello che assicura standard elevati di sicurezza e, soprattutto, un approccio più naturale e rispettoso alla nascita».
Ringraziamo il dottor Improda per la disponibilità e per la chiarezza con cui ha condiviso esperienza e consigli. Alle future mamme ricordiamo l’importanza di affidarsi sempre a professionisti qualificati e di vivere la gravidanza con serenità, seguendo i suggerimenti di chi, con competenza e dedizione, ha come obiettivo il benessere della donna, della coppia e del bambino.

