Aversa, Piano Informatica: per l’opposizione un “atto vuoto e senza visione”

di Redazione

Aversa (Caserta) – La Giunta comunale di Aversa ha approvato il mese scorso il Piano Triennale per l’Informatica. Sulla carta, sembrerebbe una buona notizia. Nella realtà, secondo l’opposizione, un’occasione clamorosamente mancata. I consiglieri comunali Mauro Baldascino, Mario De Michele e Marco Girone, dopo aver analizzato attentamente le appena cinque pagine di quel documento, parlano senza mezzi termini di un piano vuoto, approvato solo per adempiere formalmente a un obbligo di legge, ma privo delle condizioni minime per essere realmente attuato.

«Siamo davanti a un documento farlocco, una scatola vuota», dichiarano i consiglieri. «Abbiamo chiesto da tempo l’adozione di questo Piano, ma se questo è il risultato era meglio non farlo proprio, perché è diventato un atto burocratico che serve solo a dire “abbiamo fatto il Piano”, ma sostanzialmente è solo carta straccia che nei fatti non cambia nulla per i cittadini». Per questo è stata presentata un’interrogazione urgente al Sindaco e al neo Assessore alla Transizione Digitale, per chiedere conto delle criticità strutturali nella governance e nei contenuti del Piano e per capire quali azioni correttive l’Amministrazione intenda adottare per rispettare il Codice dell’Amministrazione Digitale e le indicazioni dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID).

Mentre in tutta Italia i Comuni investono nella digitalizzazione per semplificare la vita ai cittadini, ad Aversa si approva un Piano senza una struttura organizzativa chiara e senza risorse adeguate. Il documento prevede, in tre anni, un investimento complessivo di poco più di 50mila euro. «Con queste cifre non si paga nemmeno un software dedicato», sottolineano i consiglieri.  «Altro che transizione digitale: è impossibile pensare di modernizzare un Comune con risorse così ridicole». Ancora più grave è l’assenza di una vera cabina di regia. «Senza una struttura di coordinamento, la digitalizzazione rischia di essere frammentata, senza integrazione e senza controllo dei risultati», denunciano.

Nel frattempo, i cittadini di Aversa continuano a perdere ore agli sportelli comunali per pratiche che altrove si svolgono in pochi minuti online. «Ogni giorno decine di cittadini sono costretti a prendere permessi dal lavoro, trovare parcheggio, fare file interminabili», spiegano i consiglieri.  «Un lavoratore perde mezza giornata. Un genitore deve organizzarsi per i figli. Un anziano deve chiedere aiuto per spostarsi. E spesso deve pure tornare una seconda volta». Il confronto con altre realtà è impietoso. «Mentre in molti Comuni si paga tutto online, si prenotano appuntamenti dallo smartphone e si sperimenta persino l’uso dell’intelligenza artificiale, ad Aversa siamo ancora all’era della carta e del timbro», affermano.

E tutto questo nonostante il Comune abbia ereditato dalla passata amministrazione oltre un milione di euro di risorse pubbliche per l’innovazione. «Stiamo sprecando tutto», denunciano i consiglieri. «Nessuna collaborazione strutturata con l’Università. Nessun piano serio di formazione per i dipendenti. Nessuna visione di futuro. Così si rischia anche di perdere finanziamenti pubblici per semplice mancanza di organizzazione».

Una situazione che ha ricadute anche interne all’Ente. «È umiliante per chi lavora in Comune, costretto a operare con sistemi obsoleti», aggiungono. «Ma è soprattutto umiliante per i cittadini, essere trattati come se vivessimo ancora negli anni ’90». La digitalizzazione, ricordano i consiglieri di opposizione, non è un lusso. «È un diritto dei cittadini a servizi efficienti, trasparenti e accessibili. È un obbligo di legge. È una scelta di civiltà». Aversa ha tutte le potenzialità per essere una città innovativa: un’Università, competenze diffuse, risorse economiche disponibili. «Quello che manca oggi», concludono i consiglieri, è la volontà politica di cambiare davvero».

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